domenica 31 ottobre 2010

Libero pungola il Cav.: “O governi o sei finito”

Pacchetto di mischia dal quotidiano berlusconiano: sia Belpietro che Giacalone attaccano l’immobilismo di Berlusconi. “O ci si muove, o è palude”. Silvio perde un altro pezzo?
Se non fossimo più che sicuri della fedeltà berlusconiana di Libero, diremmo addirittura che l’organo dell’ex 848 silvio berlusconi thumb Libero pungola il Cav.: O governi o sei finito movimento monarchico è pronto a mollare il Cavaliere. Già, perchè due sono gli articoli di oggi che intimano aSilvio di darsi una mossa, che suonano, davvero, come unultimatum“E adesso svegliati”, gli dice Maurizio Belpietro, nel suo editoriale quotidiano, mimando Riccardo Cocciante. Mentre Davide Giacalone minaccia il rischio “palude” per Silvio.
COME SAI FARE TU – Non vorremmo si pensasse che amiamo salire in cattedra: non ne abbiamo i titoli e soprattutto non lo faremmo mai con qualcuno che ha dimostrato di saperla più lunga di noi. Ma di fronte a quel che sta succedendo, alle notizie che arrivano dal fronte politico, in particolare da quello vicino al presidente della Camera, e da quello giudiziario, alludiamo all`ultima inchiesta della Procura di Milano sulla minorenne marocchina, non possiamo tacere”esordisce Belpietro, che ritiene di dover dare l’allarme: o Silvio, davanti a questo accerchiamento che i suoi nemici gli stanno confezionando, reagisce, o è finito. “Stavolta siamo costretti a mettere da parte il garbo, per richiamare il presidente del Consiglio ai suoi doveri, ovvero quelli di condurci fuori da questa melma”, afferma, lapidario, il direttore di Libero. E, appoggiandosi ai dati diffusi martedi scorso da Nando Pagnoncelli a Ballarò, Belpietro chiama le elezioni: “Se dopo tutto ciò che è accaduto negli ultimi due anni – dalla crisi economica alla guerra quotidiana contro di lui e il suo partito – il Cavaliere continua a rimanere in testa, alle classifiche, Berlusconi ha l`obbligo di prenderne atto e di indicare una via per uscire dal pantano”. Quale? Boh“Il presidente del Consiglio non può permettersi di attendere a lungo con le mani in mano, perché ogni giorno che passa, i suoi avversari si accaniscono contro di lui e a lungo andare potrebbero avere la meglio”. Anche perchè, Silvio sta davvero iniziando a perdere i pezzi: “Alfredo Biondi e Gabriele Albertini non hanno taciuto le difficoltà. Conoscendoli, non posso pensare che le parole dell`ex segretario liberale e dell`ex sindaco di Milano siano dettate dalla voglia di uno strapuntino. È evidente, invece, che sentono l`assenza di una direzione precisa verso cui andare e segnalano l`incertezza con cui è condotto il PdL”. Insomma, l’allame è alto: “Silvio sveglia: devi tornare a fare il leader”.
SILVIO E’ FINITO? – Non meno appuntito il secondo articolo critico che il quotidiano di Belpietro mette in campo, a firma di Davide Giacalone: “Davvero è disposto, Silvio, a farsi massacrare lentamente, facendo finta di non accorgersi che la maggioranza non c’è più? Davvero non riesce a ribaltare una situazione in cui a lui imputano praticamente tutto, tenendolo a rosolare sui carboni delle procure?”. Bisogna prendere provvedimenti immediati, pena “la palude”, l’immobilismo, la disfatta, d’altronde, “il Berlusconi d’oggi non ha molte alternative”, scrive Giacalone. Ma “il guaio è che gran parte del tempo è passato, ed è stato sprecato”. Che fine ha fatto il Berlusconi che “ha sempre goduto della maggioranza relativa dei consensi”? La sua superiorità “elettorale ed economica” evidentemente non è bastata – nonostante gli studi sul Congresso di Vienna, made in Henry Kissinger. Nonostante la sua grande abilità di leader, appare oggi evidente che Silvio“non ha mai voluto cambiare veramente l’Italia, mettere mano alla struttura costituzionale”. Che frase, appare su Libero: infatti, subito si corregge“O, se preferite, non c’è riuscito, non gliel’hanno fatto fare. Cambia poco”. E ora? “Berlusconi non dica che il governo governerà per altri meravigliosi anni”, perchè non ci crede davvero più nessuno. E “non si dica che si risolverà tutto andando alle elezioni“, perchè le fratture della coalizione, fra i “tradimenti” di Fini e le polpette avvelenate della Lega, peseranno. C’è bisogno di una riforma profonda del paese, di arrivare alla Terza Repubblica seppellendo la seconda. Solo Berlusconi può farlo: lo faccia. Altrimenti, siamo alla fine.

sabato 30 ottobre 2010

Messico: la vendetta dei narcos

Uccideranno una persona per ognuna delle 135 tonnellate di marijuana sequestrate. Questa è la sfida dei cartelli messicani alla polizia e che  passo dopo passo e a colpi di mattanza si sta consumando.
Tre omicidi in meno di cinque giorni. I primi 15 giovani ammazzati durante una festa, il giorno dopo altri 13 in un centro di riabilitazione dalla droga a Tijuana e due giorni dopo altri mex 27 Messico: la vendetta dei narcos 15 in un autolavaggio di Nayarit.
IL METODO DEI CARTELLI - Ieri, scrive El Mundo,  non hanno nemmeno aspettato che facesse buio, un gruppo di miliziani armati fino ai denti è arrivato sul posto a bordo di vari camion e indossando occhiali scuri ha aperto il fuocoindiscriminatamente su lavoratori e clienti. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente e nessuno è stato arrestato. Le cause sono ancora sconosciute, anche se l’azione risponde alla metodologia abituale dei cartelli. Secondo la stampa locale, la maggior parte delle vittime erano lavoratori dell’autolavaggio e facevano parte di un piano di riabilitazione dalla droga. Secondo alcune agenzie poi, sarebbero morti anche due venditori di cibo. Il bilancio delle vittime potrebbe salire perché nel parcheggio più persone sono rimaste ferite.
135 MORTI - Questo è il terzo omicidio in pochi giorni. Venerdì notte a Ciudad Juárez, una trentina di persone sono rimaste ferite da armi da fuoco dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in una festa e ha aperto il fuoco; 13 giovani sono morti sul colpo. Sembra che il commando fosse sulle tracce di ‘el ratón’, uno dei narcos locali che è riuscito a fuggire. Quando ancora erano a terra i corpi dei ragazzi di Tijuana, anche alla frontiera degli Stati Uniti, un gruppo, entrato nel centro riabilitazione El Camino ACs, ha preso a fucilate 15 persone che erano all’interno.
135 TONNELLATE DI MARIJA - Qualche minuto dopo l’attacco, uno sconosciuto interferendo con le frequenze radio della polizia ha rivendicato la mattanza, avvisando che si trattava solo di una “prova di quello che succederà a Juárez” e ha minacciato che saranno uccise 135 persone, un possibile riferimento alle 135 tonnellate di marijuana sequestrate dalla polizia la scorsa settimana. Il presidente Felipe Calderón ha espresso il suo cordoglio per coloro che hanno perso la vita a Tijuana, Ciudad Juárez e Nayarit, vittime di “atti di barbarie commessi dalla criminalità che  uccide senza pietà o scrupolo“. “Niente giustifica questi atti di barbarie che tolgono la vita a giovani che lottano per uscirne fuori“.

venerdì 29 ottobre 2010

Gli scienziati registreranno i nostri sogni

E se riuscissimo a spiare le esperienze oniriche degli altri? Un team di studiosi alle prese con i meandri del cervello arrivano ad una conclusione: si può fare.
largecover Gli scienziati registreranno i nostri sogniUn team di scienziati legati all’autorevole rivista Nature ha messo a punto un sistema di “lettura” delle attività cerebrali. Il DottorMoran Cerf, in un articolo del Telegraph, afferma che in particolare l’applicazione del nuovo sistema sarebbe destinata allo studio dei sogni, argomento rimasto oggetto di teorie e speculazioni ma mai di vere e proprie prove sperimentali. Finora, l’unico modo per entrare nel merito del contenuto dei sogni era quello di chiederne informazione ai pazienti in stato di veglia.
UN CONCETTO, UN NEURONE – Quello che il Dottor Cerfvuole ottenere è la visualizzazione dei sogni attraverso il monitoraggio delle attività cerebrali: secondo le sue ricerche alla “somministrazione” di vari concetti corrisponde l’attivazione di uno stesso numero di neuroni associati. Esempio: il neurone X si attiva quando il paziente pensa a Marylin Monroe, il neurone Z si attiva alla vista della Tour Eiffel. Il paziente, collegato al sistema attraverso elettrodi installati nel suo cervello tramite una procedura chirurgica piuttosto invasiva (tranquilli, non sono cavie trapanate per l’occasione ma pazienti in cura per contrastare le convulsioni), potrebbe quindi essere “messo a nudo” mentre dorme rendendo visibili a tutti i contenuti dei suoi sogni. Ovviamente questo non racconterebbe niente di nuovo dal punto di vista dell’interpretazione, posizione confermata in unarticolo della BBC dal Dottor Roderick Oner, esperto di sogni e psicologo clinico.
PENSARE UNA E-MAIL – Cerf è entusiasta e ottimista e sostiene che le ricerche in questo ambito stanno andando a un ritmo tale che presto sarà possibile visualizzare l’attività cerebrale senza trapanare il cervello dei pazienti. “Sarebbe bello avere accesso alla mente umana specialmente in quelle situaNEWS 1237378133 cervello Gli scienziati registreranno i nostri sognizioni in cui soggetti non riescono a comunicare, come nei casi di coma. (…) in un futuro, potremmo inoltre iniziare a scrivere le e-mail solo pensandole oppure trovarsi davanti agli occhi un flusso di informazioni solo immaginate”. Ma vediamo ora i limitidi questa prospettiva: pensiamo un attimo alla quantità di concetti astratti e concreti che possono essere evocati in un sogno brevissimo. La visualizzazione di uno di questi avviene solo ed esclusivamente nella misura in cui sia stata inserito in database attraverso la fase preparatoria sul campione. Poco importa rilevare l’attivazione del neurone W se non so questo a quale concetto è associato. Questo suggerisce che la strada verso la proiezione dei sogni è ancora lunga e che sognare rimane ancora un esperienza privata. Per adesso.

giovedì 28 ottobre 2010

Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibile

Durante l’ultimo anno sono 142 le coppie omosessuali convolate a nozze di fronte a Dio. Pochissime rispetto a quelle etero, ma la libertà non è una questione di numeri.
Più volte Giornalettismo si è occupato di diritti degli omosessuali nel mondo, spesso per raccontarne le violazioni e le discriminazioni annesse e connesse. Quando invece si parla di Svezia e legislazione dedicata ai gay, il panorama è roseo: è di oggi infatti la notizia che nel corso dell’ultimo anno ben 142 coppie omosessuali non solo sono convolate a nozze, ma lo hanno fatto in chiesa.Il primo maggio dell’anno scorso il Parlamento svedese ha legalizzato il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso.
L’ULTIMO STEP - Già nel 1995 le coppie omosessuali svedesi, o imsweden Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibilemigrate ma legalmente residenti in Svezia, potevano avvalersi dell’unione civile che permetteva loro di godere di quasi tutti i diritti riservati alle coppie sposate: tra questi adozioni congiunte, fecondazione in vitro e divisione dei beni in caso di separazione. Ma alle coppie di fatto omosessuali mancava l’ultimo step per raggiungere la vera parità: il matrimonio civile e, perché no, davanti a Dio che è entità ad appannaggio di tutti e non solo degli eterosessuali. Nel 2004, fu creata un’apposita commissione parlamentare che investigasse sull’opportunità di estendere il matrimonio alle coppie dello stesso sesso e di convertire automaticamente le già esistenti coppie di fatto in coppie di coniugi. Alle istituzioni religiose veniva invece lasciata la possibilità di decidere per conto loro come porsi riguardo a questo tema. Morale della favola: tre anni dopo, mentre anche i sondaggi davano il 71% degli svedesi a favore del matrimonio gay, la commissione ha prodotto un rapporto che conteneva la bozza di riforma che fu approvata da sei partiti su sette, da destra a sinistra, fatto salvo il prevedibile Partito Democristiano che si oppose in nome della salvaguardia del valore simbolico e tradizionale del matrimonio. Per i sostenitori della riforma invece, che hanno vinto la votazione con 261 voti contro 22 contrari e 16 astenuti, l’impatto di questa sarebbe stato minimo visto che già le unioni civili garantivano una quasi sostanziale parità, ma legalizzare il matrimonio gay sarebbe stato il gesto definitivo e simbolico dell’equità sostanziale tra i cittadini svedesi.
CON LA BENEDIZIONE DELLA CHIESA – Ma è a fine 2007 che avviene il miracolo: la Chiesa Luterana di Svezia, la prima istituzione religiosa del Paese per importanza e per numero di membri,  in un comunicato dichiara di essere a favore dell’unione gay davanti a Dio ma chiede al Governoche il termine “matrimonio” resti dedicato solo alle coppie etero. Questioni di forma che non cambiano la portata rivoluzionaria della posizione dell’autorità religiosa svedese. Oltretutto, una volta passata la legge, la Chiesmatrimonio gay Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibilea di Svezia ha ritirato la richiesta “lessicale” sancendo in via definitiva la propria benedizione ai matrimoni gay. Il tutto sotto gli occhi delusi e arrabbiati della Chiesa di Roma e la Chiesa Pentecostale, fortemente contrarie alle unioni omossessuali.
POCHI MA BUONI - Tornando ai dati di oggi: 142 coppie gay si sono sposate in chiesa durante questo ultimo anno. Poche, direte voi, soprattutto rispetto ai circa 20 mila matrimoni etero che si sono tenuti durante lo stesso arco di tempo. Christina Grenholm, capo della Segreteria teologica ed ecumenica della Chiesa di Svezia (una donna..) ieri haaffermato: “Non importa quanti siano i matrimoni gay che sono stati celebrati. La cosa importante è che questi si siano effettivamente potuti tenere”. Posizione condivisibile. E poi molto probabilmente, se finora le coppie gay in Sveziaavessero vissuto in un regime di discriminazione e di oppressione, appena dato il via libera si sarebbe scatenata la corsa al matrimonio. Forse è proprio il clima di tolleranza e di sostenziale uguaglianza di fronte alla legge (e ora a Dio) chenon crea l’urgenza. E poi chi l’ha detto che il matrimonio sia più desiderabile di una efficiente e appagante unione di fatto?

Midterm: in Kentucky arrivano pure le botte

Le elezioni di metà mandato sarebbero dovute essere una tranquilla passeggiata repubblicana verso la riconferma del seggio. L’esito non cambierà, ma la campagna elettorale è stata una delle più turbolente di questa tornata
5120625375 b3bfddb70e o Midterm: in Kentucky arrivano pure le botteL’impopolare incument del Gop JimBunning ha deciso di non ripresentarsi più. Nonostante la tendenza conservatrice del Kentucky, una sua ricandidatura avrebbe esposto il partito repubblicano ad una difficilecampagna elettorale. Le primarie del Gop sono state molto combattute, ed hanno registrato una delle prime significative vittorie del Tea Party. Il candidato dell’establishment repubblicano è stato sconfitto da RandPaul, figlio del Congressman Ron, illibertario texano pluricandidato alle presidenziali.
SPOT CONTROVERSO – Rand Paul è presto finito nel mirino dei media per alcune sue dichiarazioni molto distanti dal mainstream della politica americana. L’opposizione al Civil Rights Act per l’eccessivo potere conferito allo Stato centrale riecheggia una classica posizione libertaria per Rand Paul, ma può celare una preferenza verso il razzismo istituzionalizzato di Jim Crowper la gran parte dell’opinione pubblica statunitense. Il democratico Jack Conway, penalizzato dall’ondata anti Obama che scuote la rurale Appalachia, ha provato a sfruttare il passatoiconoclasta del libertario Paul, che nel college aveva costretto una sua compagna di corso ad inginocchiarsi davanti ad un finto idolo. Lo spot che attaccava il passato del candidato repubblicano ha creato un’enorme tensione nella campagna elettorale,  e alla fine sembra aver penalizzato Conway nei sondaggi. La maggior parte degli elettori del Kentucky ha trovato inappropriato un simile espediente in campagna elettorale, e nonostante la sua debolezza Rand Paul si avvia a diventare il prossimo junior senator del Kentucky.
BOTTE AL DUELLO – Nel primo duello televisivo il candidato repubblicano aveva rifiutato di stringere la mano a Conway, infuriato per i continui attacchi sulla vicenda di Acqua Buddha. Per giorni la seconda e ultima sfida televisiva è stata in dubbio, ma alla fine Paul ha accettato. La tensione è rimasta nell’aria, e durante una manifestazione al di fuori degli studi di registrazione una militante diMove On è stata aggredita, buttata a terra e calpestata. Lauren Valle ha sporto denuncia contro il suo aggressore, che si è rivelato essere un attivista della campagna di Rand Paul. Lo staff del candidato repubblicano ha subito rimosso Tim Profitt dall’incarico di coordinatore della contea di Bourbon, ma il calpestatore ha fatto spallucce rispetto alla probabile querela della militante di Move On, dalla quale al contrario si aspetta una pubblica scusa nei suoi confronti. Profitt ha perfino spiegato che ha calpestato Lauren Valle a causa del suo mal di schiena.

Gb: per la visita del Papa la Chiesa vuole altri soldi

Servono 3,5 milioni di sterline dopo il viaggio di Benedetto XVI che è costato 10 milioni di sterline. I funzionari incerti sul modo migliore per raccogliere ulteriori fondi.
La Chiesa cattolica romana di Inghilterra e Galles ha tempo fino ad aprile per cancellare il suo debitomulti-milionario contratto con il governo britannico per la visita papale, ma i Pope Benedict XVI with Da 001 Gb: per la visita del Papa la Chiesa vuole altri soldifunzionari ammettono di non sapere come farvi fronte.
CAMERON VUOLE I SOLDI INDIETRO - Il governo, secondo quanto riportato dal Guardian, ha coperto molti dei costi dellaChiesa per il viaggio di quattro giorni che si è svolto il mese scorso e in un momento in cui si annunciano tagli da lacrime e sangue per i contribuenti britannici, vuole i soldiindietro entro la fine dell’esercizio. La Chiesa ha raccolto fino ad oggi 6,5 milioni di sterline, ma, poiché il costo totale è stato di  10 milioni di sterline, si trova ad affrontare un buco da 3,5 milioni di sterline. Per saldare il conto, si conta molto sulle diocesi e sui contributi individuali, in aggiunta alle vendite di un libro di preghiere sulla visita papale.
FEDELI, PENSATECI VOI - Una colletta parrocchiale ha raccolto appena 1,4 milioni di sterline, mentre l’ appello ai ricchi ha avuto più successo, compensando con circa 4 milioni di sterline. La precedente visita papale, fatta da Giovanni Paolo II nel 1982, lasciò la Chiesa con 13 milioni di sterline di debito poiché in quel periodo doveva pagare per intero il conto del tour pastorale. Un portavoce della Chiesa di Inghilterra e Galles ha detto al Catholic Herald: “E’ compito degli amministratori della  visita papale decidere come far fronte ad eventuali carenze che saranno ancora presenti nel mese di aprile – stiamo solo aspettando che il governo invii tutte le fatture, perché senza quelle è difficile dire a quanto ammonti esattamente il costo finanziario. Non tutti gli introiti del Magnificat (libro di preghiera n.d.r) sono ancora entrati e siamo ancora in attesa di altre fonti“.
LO SPEZZATINO DEI COSTI - La notte scorsa un portavoce del Foreign Office non ha potuto fornire l’importo esatto dovuto dalla Chiesa, ma ha detto: “Attualmente stiamo conciliando tutti i costi dalla visita e saremo in grado di aggiornare a tempo debito su quanto la Chiesa deve ancora pagare“. All’inizio di questo mese è emerso che il disegno di legge statale relativo al costo di 10 milioni di sterline è stato diviso tra diversi dipartimenti governativi, con 3,7 milioni di sterline provenienti dai bilanci dell’ Ambiente ed Energia. Nei documenti ottenuti dalla Freedom of Information Act, il Tesoro riportava che il bilancio complessivo per la visita dei quattro giorni, ad esclusione della polizia, era di 10 milioni di sterline. Questi costi sono stati amministrati dal Ministero degli Esteri e del Commonwealth, che ha pagato la prima tranche di 750.000 sterline, mentre il resto è stato diviso in parti uguali tra i cinque dipartimenti del Tesoro considerati come quelli che avevano obiettivi politici che più si allineavano alla visita papale e quindi hanno contribuito in termini economici  l’Ambiente, l’Agricoltura e gli Affari rurali, le Comunità e gli Enti locali, l’Istruzione e lo Sviluppo internazionale.

E’ giusto perdonare un prete pedofilo perché è vecchio?

Nuova bufera sul capo della Chiesa cattolica belga, André-Joseph Leonard, che ieri ha chiesto clemenza per i sacerdoti anziani che hanno commesso abusi.
Dai socialisti francofoni ai liberali fiamminghi, sono molti ad essersi detti ‘indignati’ per le dichiarazioni del capo della Chiesa cattolica belga, André-Joseph Leonard che vorrebbe photo 1287575750727 1 0  E giusto perdonare un prete pedofilo perché è vecchio?assolvere coloro che hanno commesso abusi, purché non siano più in servizio.
GIUSTIZIA NON E’ VENDETTA - La proposta di Leonard, scriveRtl info , è  ”inaccettabile” per i due deputati socialisti membri della commissione speciale per la pedofilia nella Chiesa. Leonard aveva detto che condannare i preti anziani sarebbe esercitare una sorta di “vendetta“, ma secondo i socialisti Karine Lalieux eValerie Deom, “fare giustizia non significa vendicarsi“. “Ancora una volta – secondo i deputati – Leonard cerca di far sentire in colpa le vittime e di esercitare una pressione che li induca a non chiedere più che sia fatta giustizia, come è invece loro diritto”. Non è Leonard, hanno spiegato i socialisti, che deve dare indicazionisulla condanna o meno, ma deve essere “la giustizia degli uomini” a fare il suo corso e a stabilire eventuali pene.
INNALZARE LA PRESCRIZIONE PER ABUSI - “Particolarmente scioccati” i liberali fiamminghi: “La giustizia è un affare dello Stato sul quale un uomo di chiesa non deve pxy 40844801 37103071 256 4707546  E giusto perdonare un prete pedofilo perché è vecchio?intervenire“, hanno detto i deputati Carina Van Cauter e Sabien Lahaye-Battheu, autori di una proposta di legge per innalzare a 30 anni la prescrizioneper il reato di abuso sessuale di minori. Leonard è stato più volte criticato per aver ignorato le numerose denunce delle vittime degli abusi commessi dai preti belgi.
COMMISSIONE D’INCHIESTA - Intanto, la Camera si prepara a nominare una commissione speciale in materia di abusi sessuali all’interno della Chiesa. Questa commissione non dovrebbe riascoltare le vittime, ma cercare di individuare i modi per accogliere meglio le loro denunce. La speciale Commissione sarà composta da 13 membri. Si concentrerà sugli abusi sessuali e sulla pedofilia in un rapporto di autorità, specialmente in seno alla chiesa e potrà essere trasformata in una Commissione d’inchiesta se ve ne sarà bisogno.

martedì 26 ottobre 2010

Nicole Minetti, la sexy-dentista di Silvio implicata nel caso Ruby

Girano voci di un’iscrizione nel registro degli indagati della igienista dentale, consigliere regionale della Lombardia, che Berlusconi conobbe durante le cure al San Raffaele dopo l’aggressione di Tartaglia.
Prendono corpo voci di un’iscrizione nel registro degli indagati nella vicenda di Ruby, la Nicole+Minetti Nicole Minetti, la sexy dentista di Silvio implicata nel caso Rubyragazza minorenne che sarebbe stata invitata ai festini del presidente del Consiglio, di Nicole Minetti. Si tratta della igienista mentale del Cavaliere, conosciuta durante le cure successive al lancio della statuetta del Duomo di Milano sul volto del Premier, e conosciuta al grande pubblico in occasione della tornata elettorale del marzo scorso. Berlusconi in occasione delle ultime Regionali ha infatti provveduto a candidarla e a farla eleggere al consiglio della Lombardia attraverso la listaFormigoni.
CANDIDATA DA SILVIO – Nicole, 25 anni, nata a Rimini e diplomata al liceo classico della sua città, ha studiato per 10 anni danza. Dopo le superiori ha deciso di studiare Igiene dentale al San Raffaele di Milano, dove - lo diceva in un intervista qualche tempo fa - collabora occupandosi di relazioni internazionali in vista dell’apertura della nuova clinica odontoiatrica, e dove a fine 2009 dopo l’aggressione di Tartaglia si sarebbe verificato il fortunato incontro con Silvio Berlusconi.
DA CHIAMBRETTI E A COLORADO CAFE’ – Ora sulla bella Minetti piove la stessa accusa che ha colpito Emilio Fede e Lele Mora: favoreggiamento della prostituzione. La ragazzina al centro della vicenda che ha coinvolto anche il direttore del Tg4 e il manager dei vip, Ruby, che avrebbe dichiarato di aver ricevuto 30mila euro da Berlusconi, sarebbe stata affidata a Nicole per un breve periodo, prima di entrare poi nel giro delle feste di Mora a cui, a quanto pare, prendeva parte anche Emilio Fede. Nicole, che è stata soubrette diChiambrettivalletta a Colorado Cafè e prima ancora a Scorie, e Ruby – stando a quanto riferito agli inquirenti dalla ragazza - si sarebbero conosciute nel ristorante Armani di Milano e si sarebbero poi incontrate a più riprese in altri locali. Ruby ha confessato che la Minetti le è stata accanto in un momento di bisogno, tanto che, dopo l’ennesima fuga e l’ennesimo arresto, gli agenti, non trovando posto nelle comunità per minori, l’avrebbero affidata proprio a lei.
NESSUNA SMENTITA – “Questa Ruby l’ho forse vista un paio di volte, non so chi sia, non ho mai avuto rapporti di alcun genere con lei, non l’ho presentata a Lele Mora, non l’ho presentata a Berlusconi“, si è difeso stamane Emilio Fede. Dalla Minetti ancora nessuna smentita.
Edit: La Minetti si dice stupita dal clamore attorno alla sua persona. ’Sono rimasta colpita stamane alla lettura dei giornali e sorpresa per questo, poiche’ si fa riferimento al mio nome, ci tengo a precisare che con la signorina Ruby non ho rapporti di amicizia ne’ l’ho mai ospitata in casa mia, com’e’ stato erroneamente scritto“. ”La conosco -aggiunge- come conosco numerose altre persone del mondo televisivo e ad oggi -conclude- non mi risulta di essere indagata‘.

sabato 23 ottobre 2010

Nissan ritira due milioni di macchine per problemi all’avviamento

Il produttore giapponese costretto a richiamare diversi modelli delle sue autovetture, tra cui la nota Micra
logo nissan Nissan ritira due milioni di macchine per problemi all’avviamentoLa Nissan Motors, casa produttrice di autovetture giapponese, proprio in queste ore sta richiamando2.140.000 veicoli venduti in tutto il mondo tra cui i popolari modelli March e Micra per un problema all’accensione, che può causare lo stallo del motore. In particolare, la procedura d’emergenza appena avviata, risulta essere la terza più grande di sempre.
CHIEDETE PRIMA DI PRENDERLA IN PRESTITO – Finora nessun incidente di rilievo riferiti al problema riscontato, è stato ancora segnalato dai numerosi automobilisti sparsi per il mondo che hanno acquistato uno dei modelli del produttore nipponico. Secondo il produttore con sede a Yokohama il richiamo interessa automobili vendute in particolare negli Stati Uniti, inEuropa e in Giappone. Per quanto si è venuto asapere, il problema è stato rinvenuto nel sistema di accensione, in particolare il blocco relèfondamentale per l’accensione della macchina, per mantenerla in questo stato durante il viaggio e, quindi, per lo spegnimento della stessa autovettura.
IL MEMBRO PIÙ AFFIDABILE DELLA VOSTRA FAMIGLIA… – I modelli che hanno presentato tale difetto di fabbricazione sono stati quelli prodotti a partire dall’agosto 2003 a luglio del 2006, comprese le automobili di piccole dimensioni come la March e la Cube, oltre ad un’altra dozzina di modelli, come la berlina Tiida, il pickup Titan e il modello di lusso della casa giapponese, la QX56. Nei casi più estremi, il motore in stallo non sarà in grado di avviare la marchina, ha detto il portavoce della Nissan, Mitsuru Yonekawa. Dei veicoli richiamati, quasi 835.000 sono state prodotte in Giappone, 762.000 in Nord America, e 354.000 in Europa, in quest’ultimo nissan micra 01 offerta Nissan ritira due milioni di macchine per problemi all’avviamentocaso negli stabilimenti Nissan di Gran Bretagna e Spagna. Nissan, che è partener della francese Renault, non ha comunicato il costo per il ritiro, ma non dovrebbe, tuttavia, risultare eccessivo. Infatti, per risolvere il problema, sarà necessario portare l’auto in un’officina convenzionata con il produttore giapponese. Il tempo necessario alla sostituzione del relè e risolvere il problema non dovrebbe essere superiore a mezz’ora.
PROGETTATA PER MIGLIORARE LE VOSTRE PRESTAZIONI – Il numero molto elevato di veicoli coinvolti nell’operazione di ritiro, in realtà, è frutto di una precisa strategia di riduzione dei costi che si applica sempre quando il difetto è riscontato  sulle stesse parti e coinvolge differenti modelli. La Toyota Motor, ossia il più grande fabbricante automobilistico del mondo, ha subito una raffica di richiami nel corso dell’ultimo anno, per un totale di oltre 10 milioni di veicoli in tutto il mondo per un serio problema al pedale dell’acceleratore, per i tappetini che si infilavano proprio sotto i pedali impedendone l’uso corretto e per le perdite di liquido dei freni e altri problemi ancora. Anche la tedesca Mercedes-Benz ha dovuto richiamare poco tempo fa dalle strade circa 85.000 autovetture Classe E e Classe C. Le auto infatti, presentavano un grave problema all’alimentazione del sistema di controllo dello sterzo.
Post scriptum – I titoli dei vari paragrafi sono tutti slogan della casa produttrice giapponese…

sabato 16 ottobre 2010

“Mai spiato su Facebook”: la Polizia Postale smentisce l’Espresso

Il reparto specializzato risponde a quanto riportato oggi dal settimanale. Si era parlato di un accordo col più diffuso dei social network per poter spiare arbitrariamente i profili degli utenti.
polizia postale6jpg 62373 Mai spiato su Facebook: la Polizia Postale smentisce lEspressoEsistenza di un patto segreto traPolizia Postale italiana e il più diffuso dei social network per poter spiare arbitrariamente, senza il consenso dellamagistratura, qualsiasi pagina creata dagli utenti della penisola. La notizia clamorosa, appena annunciata dall’Espresso, con un articolo firmato GiorgioFlorian in cui si parlava di un accordo sottoscritto dai dirigenti del reparto specializzato e Facebook, è stata prontamente smentita dalla Polizia.
MA QUALI SPIE? – “Figuriamoci se la polizia si mette a spiare i navigatori di Facebook – ha fatto sapere il direttore centrale della Polizia Postale Antonio Apruzzese – Quando la polizia postale o altri organi (carabinieri, GdF ecc ecc.) nel condurre una indagine si trovano ad intercettare comunicazioni su Facebook, si muovono sempre con l’autorizzazione della magistratura. Anche perche’ nel caso contrario tutto ciò che si fa non avrebbe alcun valore processuale. Anzi se violassimo la rete senza autorizzazione della magistratura commetteremmo un reato penale“. L’Espresso aveva raccontato di un viaggio negli States dei dirigenti italiani del reparto della Polizia accusato di voler bypassare l’autorità giudiziaria. “Si sono recati a palo Alto, in California – si leggeva nel pezzo intitolato “La polizia ci spia su Facebook” –  e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale“.
VIETATO SBIRCIARE – Il settimanale, che riporta anche confessioni anonime di “ufficiale dei Carabinieri”, di ”un investigatore milanese” e di una non meglio identificata fonte della Polizia delle comunicazioni, aveva parlato di “corsia preferenziale” che i detective digitali italiani avrebbero potuto percorrere nella loro lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche. Ma la storia del passepartout capace di “aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l’autorizzazione di un pubblico ministero“ viene smentita. “Ai primi di ottobre – ha spiegato Apruzzese – sono venuti in Italia, dopo lunghe trattative e contatti i responsabili di Facebook al massimo livello accompagnati anche dai loro legali e hanno illustrato le procedure per chiedere ed ottenere l’accesso alla rete per vicende di polizia giudiziaria e, soprattutto per quali casi, in base alla legislazione anglosassone, si possono concedere le autorizzazioni. Hanno spiegato punto su punto, abbiamo stilato le linee guida e girato le direttive a tutti gli organismi di polizia italiana“. Per gli utenti italiani, insomma, niente paura. La privacy non sarà violata.  I 400 agenti della direzione investigativa della polizia postale non potranno liberamente sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili di casa nostra.?E’ vero che l’autorizzazione potrà essere richiesta solo nel caso di reati contro la persona, il patrimonio, suicidi, omicidi e criminalità organizzata? Sarà, ma anche se il viaggio a Palo Alto è stato smentito la storia dell’ufficiale dei carabinieri che si spaccia per donna allo scopo di agganciare i sospetti è altamente credibile. E una smentita di circostanza non basta per cancellarla.

martedì 12 ottobre 2010

Ruby: “Sto molto male”

Una ragazza molto appariscente e dal passato turbolento, che in paese ricordano tutti per la sua avvenenza. E’ questo l’identikit della giovane marocchina che al telefono con l’Ansa dice di essere molto dispiaciuta.
Il suo vero nome è Karima (in arabo, onorata) e prima di arrivare a Milano ha avuto qualche guaio giudiziario anche a Messina. La famiglia della ragazza, proveniente dal Marocco, risiede ufficialmente da sette anni a Letojanni, il comune della riviera jonica a due passi da Taormina. Il padre, che ha 56 anni, è un 5122990121 e9768f18a4 o  Ruby: Sto molto malevenditore ambulante, la madre una casalinga di 43; Ruby è la più grande di quattro figli, due maschietti di sette e tre anni e una sorellina di sei.
SI FACEVA NOTARE -Nell’abitazione della famiglia, una casa modesta alla periferia di Letojanni, in questo momento non c’e’ nessuno. Il capofamiglia, spiegano i vicini di casa, è ricoverato in ospedale per alcuni accertamenti medici dopo avere avanzato richiesta per ottenere un assegno di invalidità; la moglie si trova da qualche mese in Maroccocon gli altri tre figli. ALetojanni tutti ricordano molto bene Ruby: “Una ragazza mora, alta, che si faceva notare dimostrando molto più della sua età“, dice un meccanico che ha l’officina a poca distanza dall’abitazione della famiglia della giovane. Dopo avere frequentato la scuola media, Ruby ha abbandonato gli studi confermando di avere un carattere irrequieto, tanto da essere piu’ volte segnalata ai servizi sociali del Comune. Tre anni fa, non ancora quindicenne, si era allontanata da casa senza dare più notizie di se’.
QUEL VIZIETTO PER I FURTI - La polizia l’aveva rintracciata qualche mese dopo, nell’aprile del 2008, affidandola a una casa-famiglia a Messina dalla quale era fuggita quasi subito. Karima, che anche a Messina si faceva chiamare Ruby, era stata fermata dai carabinieri dopo essere stata denunciata per furto da chi le aveva dato ospitalità. Per difendersi da questa accusa aveva raccontato ai militari di aver subito una violenza sessuale e di essere rimasta coinvolta in un giro di prostituzione. Era stata allora affidata alla casa di accoglienza “Santa Maria della strada” nel Villaggio Galati, a Messina, da dove era fuggita dopo qualche mese. Nel settembre del 2009 era stata nuovamente fermata dagli investigatori a Genova e affidata a una comunità protetta dalla quale si era allontanata ancora una volta. L’ultima segnalazione ai servizi sociali del Comune di Letojanni risale al febbraio 2010, quando Ruby 5123592464 62c25984fc o  Ruby: Sto molto malefugge per la terza volta, questa volta a Milano prima di essere nuovamente fermata dalla polizia nell’ambito delle indagini su un furto. E proprio questo, sostengono alcuni vicini di casa della famiglia, sarebbe uno dei ‘vizietti’ della giovane, sospettatain passato di avere commesso qualche furtarello.
RUBY E’ DISPIACIUTA -L’ultima volta che Ruby era stata vista a Letojanni risale al 25 aprile scorso, in occasione di un radunomotociclistico: fra la folla di appassionati tutti l’avevano notata con il trucco pesante e vestita con abiti firmati in compagnia di una signora di circa 45 anni, anche lei molto avvenente ed elegante. Da quel momento di lei più nessuna notizia, fino a quando il nome di quella ragazzamarocchina, che tutti in paese conoscono, non è apparso sui giornali. accostato a quello del premier Silvio Berlusconi. Ed è di pochi minuti fa la sua prima dichiarazione all’Ansa: “Sono dispiaciuta per quanto sta accadendo. Mi spiace soprattutto perché vedo che sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio“. ”Sto male“. Così, con un filo di voce, ha detto Ruby, che si trova in una località fuori Milano, parlando al telefono con l’Ansa. La ragazza ha poi aggiunto che in questi giorni in tanti continuano a cercare di contattarla. “‘Ma ho rifiutato” ha detto riferendosi agli inviti. “Stamattina – ha poi raccontato la giovane - ho cancellato il mio profilo da Facebook, attorno alle 10,30, l’ho eliminato”. L’avvocato Luca Giuliante contattato dall’Ansa ha detto che Ruby “ha bisogno di rimanere tranquilla perché si tratta di una ragazza molto giovane coinvolta in una vicenda più grande di lei e che non le appartiene”.