Servono 3,5 milioni di sterline dopo il viaggio di Benedetto XVI che è costato 10 milioni di sterline. I funzionari incerti sul modo migliore per raccogliere ulteriori fondi.
La Chiesa cattolica romana di Inghilterra e Galles ha tempo fino ad aprile per cancellare il suo debitomulti-milionario contratto con il governo britannico per la visita papale, ma i
funzionari ammettono di non sapere come farvi fronte.
funzionari ammettono di non sapere come farvi fronte.CAMERON VUOLE I SOLDI INDIETRO - Il governo, secondo quanto riportato dal Guardian, ha coperto molti dei costi dellaChiesa per il viaggio di quattro giorni che si è svolto il mese scorso e in un momento in cui si annunciano tagli da lacrime e sangue per i contribuenti britannici, vuole i soldiindietro entro la fine dell’esercizio. La Chiesa ha raccolto fino ad oggi 6,5 milioni di sterline, ma, poiché il costo totale è stato di 10 milioni di sterline, si trova ad affrontare un buco da 3,5 milioni di sterline. Per saldare il conto, si conta molto sulle diocesi e sui contributi individuali, in aggiunta alle vendite di un libro di preghiere sulla visita papale.
FEDELI, PENSATECI VOI - Una colletta parrocchiale ha raccolto appena 1,4 milioni di sterline, mentre l’ appello ai ricchi ha avuto più successo, compensando con circa 4 milioni di sterline. La precedente visita papale, fatta da Giovanni Paolo II nel 1982, lasciò la Chiesa con 13 milioni di sterline di debito poiché in quel periodo doveva pagare per intero il conto del tour pastorale. Un portavoce della Chiesa di Inghilterra e Galles ha detto al Catholic Herald: “E’ compito degli amministratori della visita papale decidere come far fronte ad eventuali carenze che saranno ancora presenti nel mese di aprile – stiamo solo aspettando che il governo invii tutte le fatture, perché senza quelle è difficile dire a quanto ammonti esattamente il costo finanziario. Non tutti gli introiti del Magnificat (libro di preghiera n.d.r) sono ancora entrati e siamo ancora in attesa di altre fonti“.
LO SPEZZATINO DEI COSTI - La notte scorsa un portavoce del Foreign Office non ha potuto fornire l’importo esatto dovuto dalla Chiesa, ma ha detto: “Attualmente stiamo conciliando tutti i costi dalla visita e saremo in grado di aggiornare a tempo debito su quanto la Chiesa deve ancora pagare“. All’inizio di questo mese è emerso che il disegno di legge statale relativo al costo di 10 milioni di sterline è stato diviso tra diversi dipartimenti governativi, con 3,7 milioni di sterline provenienti dai bilanci dell’ Ambiente ed Energia. Nei documenti ottenuti dalla Freedom of Information Act, il Tesoro riportava che il bilancio complessivo per la visita dei quattro giorni, ad esclusione della polizia, era di 10 milioni di sterline. Questi costi sono stati amministrati dal Ministero degli Esteri e del Commonwealth, che ha pagato la prima tranche di 750.000 sterline, mentre il resto è stato diviso in parti uguali tra i cinque dipartimenti del Tesoro considerati come quelli che avevano obiettivi politici che più si allineavano alla visita papale e quindi hanno contribuito in termini economici l’Ambiente, l’Agricoltura e gli Affari rurali, le Comunità e gli Enti locali, l’Istruzione e lo Sviluppo internazionale.
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