Uccideranno una persona per ognuna delle 135 tonnellate di marijuana sequestrate. Questa è la sfida dei cartelli messicani alla polizia e che passo dopo passo e a colpi di mattanza si sta consumando.
Tre omicidi in meno di cinque giorni. I primi 15 giovani ammazzati durante una festa, il giorno dopo altri 13 in un centro di riabilitazione dalla droga a Tijuana e due giorni dopo altri
15 in un autolavaggio di Nayarit.
15 in un autolavaggio di Nayarit.IL METODO DEI CARTELLI - Ieri, scrive El Mundo, non hanno nemmeno aspettato che facesse buio, un gruppo di miliziani armati fino ai denti è arrivato sul posto a bordo di vari camion e indossando occhiali scuri ha aperto il fuocoindiscriminatamente su lavoratori e clienti. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente e nessuno è stato arrestato. Le cause sono ancora sconosciute, anche se l’azione risponde alla metodologia abituale dei cartelli. Secondo la stampa locale, la maggior parte delle vittime erano lavoratori dell’autolavaggio e facevano parte di un piano di riabilitazione dalla droga. Secondo alcune agenzie poi, sarebbero morti anche due venditori di cibo. Il bilancio delle vittime potrebbe salire perché nel parcheggio più persone sono rimaste ferite.
135 MORTI - Questo è il terzo omicidio in pochi giorni. Venerdì notte a Ciudad Juárez, una trentina di persone sono rimaste ferite da armi da fuoco dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in una festa e ha aperto il fuoco; 13 giovani sono morti sul colpo. Sembra che il commando fosse sulle tracce di ‘el ratón’, uno dei narcos locali che è riuscito a fuggire. Quando ancora erano a terra i corpi dei ragazzi di Tijuana, anche alla frontiera degli Stati Uniti, un gruppo, entrato nel centro riabilitazione El Camino ACs, ha preso a fucilate 15 persone che erano all’interno.
135 TONNELLATE DI MARIJA - Qualche minuto dopo l’attacco, uno sconosciuto interferendo con le frequenze radio della polizia ha rivendicato la mattanza, avvisando che si trattava solo di una “prova di quello che succederà a Juárez” e ha minacciato che saranno uccise 135 persone, un possibile riferimento alle 135 tonnellate di marijuana sequestrate dalla polizia la scorsa settimana. Il presidente Felipe Calderón ha espresso il suo cordoglio per coloro che hanno perso la vita a Tijuana, Ciudad Juárez e Nayarit, vittime di “atti di barbarie commessi dalla criminalità che uccide senza pietà o scrupolo“. “Niente giustifica questi atti di barbarie che tolgono la vita a giovani che lottano per uscirne fuori“.
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