lunedì 22 novembre 2010

Binetti: “Niente comunione a Vendola, è in peccato grave”

Lo ha detto la deputata dell’Udc nell’ambito di un’intervista rilasciata al programma televisivo “KlausCondicio”.
Non conoscevo il caso del vescovo di Otranto, ma devo riconoscere che aveva totalmente ragione. La Chiesa ha gia’ fissato a monte i suoi criteri generali. Se una persona è in peccato o vendola Binetti: Niente comunione a Vendola, è in peccato gravemeno, lo lascio giudicare alla sua coscienza, ma certamente una persona in peccato grave non può accostarsi all’eucarestia“. Lo ha detto la deputata dell’Udc Paola Binetti nell’ambito di un’intervista rilasciata al programma televisivo “KlausCondicio”, rispondendo a Klaus Davi che le chiedeva se fosse giusto o meno criminalizzare il vescovo di Otranto, Vincenzo Franco, finito nel mirino delle associazioni gay per le sue dure esternazioni nei confronti di Nichi Vendola (“Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante“, ndr.).
NON E’ UN OMOSESSUALE CASTO - Nel corso del programma, Paola Binetti ha argomentato così la sua posizione: “Un bambino di otto anni che fa il catechismo impara come prima cosa quali sono le condizioni necessarie per ricevere la comunione. Tutti lo sanno, anche le persone divorziate, che a volte, dopo aver fatto delle esperienze molto difficili, hanno deciso di risposarsi formando coppie unite, generose, capaci di sacrificio reciproco, che si vogliono bene. Pregano, vanno a Messa, ma sanno che all’eucarestia non possono accostarsi perché mancano delle condizioni di base, quelle che loro stessi hanno imparato fin da piccoli. Vede, se lei va alla Camera senza giacca, non la fanno entrare, nonostante magari indossi un maglioncino di cachemire che è più elegante e costa più della giacca. Non importa: c’è una regola che impone l’uso della giacca come segno di rispetto per l’ambiente e i commessi sono tenuti a far rispettare questa regola. Allo stesso modo anche nella Chiesa ci sono delle regole da rispettare. Non possiamo tuttavia dimenticare che possono anche esserci degli omosessuali totalmente casti abilitati a ricevere la comunione come tutti gli altri“.

martedì 16 novembre 2010

Le immigrate incinte le sanzioniamo, quelle con figli no. E’ l’Italia

Confermata la sanzione a carico di una donna di Mestre: “Non importa, era clandestina da tempo: paghi”. 
Periodo di rivoluzioni giurisprudenziali in tema di immigrazione. Oggi è la Corte di Cassazionead affrontare il tema per la seconda volta in due giorni, con una sentenza certamente destinata a costituire un caso. L’invocare un “avanzato stato di gravidanza” non potrà essere considerato un motivo ostativo alladal senegal alla grande moschea di roma senegal immigrazione italia islam moschea roma Le immigrate incinte le sanzioniamo, quelle con figli no. E’ l’Italia sanzione pecuniariaprevista dalla restrittiva normativa italiana, con il combinato disposto delle leggiTurco-Napolitano e Bossi-Fini.
STATO INTERESSANTE – La fattispecie sottoposta all’attenzione della suprema Corte italiana riguarda il caso di una donna immigrata residente in Veneto, di trentadue anni e, come detto, da tempo incinta: raggiunta dalla notifica della sanzione a suo carico, ha ricercato il patrocinio legale della Cgil. Sollevato il caso davanti alla Cassazione, ciò che ha rilevato non è stata la sua condizione interessante: ma piuttosto la conoscenza dell’illiceità della propria permanenza sul suolo italiano. Il giudice di ultima istanza, nel confermare una multa di oltre 3000 euro, ha ribadito che per trovarsi in stato di infrazione, è sufficiente “l’elemento soggettivo richiesto nel reato contravvenzionale”, ovvero “la coscienza e volonta’ di disattendere le norme sull’immigrazione”. E non sarebbe proprio stato possibile chiudere un occhio sulla questione, visto che “dalle dichiarazioni rese emerge che l’imputata si trovava in Italia da tempo dove viveva, insieme al marito sposato nel 2008, inoltre gia’ nel 2007 aveva ottenuto un permesso si lavoro scaduto senza rinnovo”.
GIURISPRUDENZA DIFFORME – Insomma, il primo Giudice italiano oggi ribadisceun’interpretazione rigida e senza sconti della normativa vigente: se sei in condizione irregolare, la tua condizione soggettiva non conta a garantirti un’esimente dal pagare la multa che devi allo stato. Soloieri, invece, era stata sempre la Cassazione, interpretando la legge sull’immigrazione, a giungere a risultati molto più “umani”: non si può essere espulsi dal territorio nazionale se si hanno figli, anche se si è in condizione irregolare, o si ha la fedina penale compromessa. “Niente foglio di via o rimpatrio anche se sono immigrati irregolari e hanno compiuto reati. Niente espulsione per gli stranieri con figli se questa rischia di provocare danni psicologici e traumi nei bambini. Lo ha stabilito la Cassazione perché le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”, scriveva ieri la Repubblica. “La Cassazione ha infatti accolto il ricorso di una signora africana, madre di tre figli residenti a Perugia in affido part time ad una famiglia umbra, condannata anche in Appello per sfruttamento della prostituzione e raggiunta per questo da foglio di via. Un caso complesso – anche perché i ragazzi erano stati dati in affido proprio per il comportamento della donna che però negli ultimi tempi ha mantenuto contatti e relazioni affettive con i piccoli – e che proprio per questo motivo è stato valutato dalle Sezioni Unite”.

lunedì 15 novembre 2010

Raffaele Lombardo, il leghista del sud: “L’Unità d’Italia ci ha danneggiato”

Il presidente della Regione Sicilia, in un’intervista al Riformista parla di governo federalista e di “giogo romano”. E ricorda tanto il Senatùr.
Se allora si fosse dato vita a un governo federalista e non centralista la Sicilia si sarebbe risparmiata tanti drammi, dall’emigrazione alla spoliazione delle ricchezze. Non e’ stato un Raffaele%20Lombardo%20parla%20al%20microfono Raffaele Lombardo, il leghista del sud: LUnità dItalia ci ha danneggiatoaffare, per noi, l’unificazione, siamo solo finiti sotto il giogo del centralismo romano. Che ora deve finire“. Lo dice in una intervista alRiformista il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.
IL SINDACATO GIALLO DEL PREMIER - Un vero partito del territorio, un partito autonomista, dovrebbe prescindere da cordoni ombelicali stretti con i partiti nazionali. Non si può rivendicare di essere partiti del territorio e poi essere legati a filo doppio con Roma, e in particolare con Silvio Berlusconi”. E’ un vero e proprio braccio di ferro quello ingaggiato da lombardo conForza Sud, il partito creato qualche giorno fa da Gianfranco Micciché e che vorrebbe rappresentare il partito meridionalista che appoggia e aiuta il premier, bilanciando la presenza alleata dei leghisti.“Non è credibile - manda a dire Lombardo - rifarsi allo storia dell’autonomismo siciliano: dopo l’esperimento di Silvio Milazzo, in Sicilia, non ne ho più visti, di veri movimenti autonomisti. Inoltre, oggi stare con Berlusconi vuol dire stare con la Lega e con Bossi, non con il Sud. Forza Sud è il “sindacato giallo” del premier e cercherà di frenare in Sicilia la caduta di voti del Pdl, i cui colonnelli hanno fatto soltanto del male, al partito di Berlusconi. La verità è che, in attesa dell’esplosione finale, il Pdl siciliano sta implodendo, Micciché cerca di fermare l’emorragia, ma non ci riuscirà. I danni fatti dai colonnelli di Beriusconi sono irreparabili“.
IL LOMBARDO-QUATER BATTE CASSA A ROMA - Dopo aver bocciato senza appello Forza Sud, il leader dell’Mpa sul governo Lombardo- quater precisa: “L’esperimento finora funziona e si tratta di un’esperienza che farà scuola. Anche a livello nazionale. Lo zoccolo duro è formato da Mpa, Fli, Udc e Api, più un accordo con il Pd che è squisitamente programmatico. E il Pd si sta dimostrando leale, nell’appoggiare la giunta“. Torna quindi ad invitare il governo a sbloccare i fondi Fas: “Ormai siamo alla beffa. La delibera del Cipe è stata approvata da un anno, ma ancora aspettiamo i decreti attuativi. E stiamo parlando di quattro miliardi e 313 milioni di euro mentre la Sicilia affronta emergenze drammatiche, dal dissesto idrogeologico al problema rifiuti“. Sembrano lontani i tempi in cui, il ritorno del dossier Fas sul tavolo del Cipe nel 2009 aveva pacificato gli animi degli autonomisti in rotta con il Pdl, tanto da far esultare anche Gianfranco Miccichè: “È una vittoria di cui sono estremamente soddisfatto“, affermò il sottosegretario che guidava la pattuglia dei siciliani insoddisfatti.

sabato 13 novembre 2010

Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi

Imbarazzo in Procura a Milano per il nuovo fascicolo che coinvolgerebbe il presidente del Consiglio: “l’utilizzatore finale”, stavolta, si sarebbe spinto un po’ troppo oltre.
Berlusconi non è un santo. Lo sappiamo, l’ha ammesso, la cosa non fa più notizia. O almeno, nondovrebbe più farne. Certo, la questione cambierebbe, e di molto, se i rumors che per ora rimbombano dai corridoi del Tribunale di Milano fossero  Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi confermati. C’è un fascicolo, per ora molto generico, sul quale la squadra antiprostituzione agli ordini del primo Pm del capoluogo lombardo, Edmondo Bruti Liberati, sta lavorando ormai da mesi. Riguarda un caso adi prostituzione minorile nel quale, se tutto ciò che si vocifera fosse presentato come vero, sarebbe rimasto invischiato il presidente del Consiglio dei Ministri.
RUBY – Agli atti, secondo quanto emerso finora sui giornali, “la testimonianza di una avvenente ragazza appena diciottenne di origini marocchine, che avrebbe raccontato di aver partecipato ad alcune feste nella residenza del premier ad Arcore almeno fino alla primavera scorsa, quando cioè la giovane era ancora minorenne. Feste e cene a cui avrebbero preso parte diverse ragazze, alcune della scuderia dell’agente dello spettacolo Lele Mora, e dove non si sarebbe badato ad eccessi di vario genere”, secondo Paolo Colonnello che ne ha scritto stamattina sulla Stampa. La ragazza in questione si chiama Ruby, e secondo il Fatto Quotidiano è tuttora minorenne ed è ospite di una comunità protetta. Compirà diciott’anni a novembre e solo allora, raggiunta la maggiore età, potrà decidere di lasciare la comunità”: questo è quanto racconta oggi Gianni Barbacetto. Insomma, secondo il disegno che inizia ad emergere, per organizzare una delle sue numerose feste, il premier Silvio Berlusconi si sarebbe affidato all’agente delle star, il chiaccherato Lele Mora, dandogli carta bianca su invitati ed organizzazione. Mora, le invitate richieste da Silvio, le aveva poi portate: ma il premier, probabilmente, non si sarebbe reso conto della giovane età di una delle sue ospiti, che ora potrebbe aver preso a ricattarlo.
VITTIMA DI SE STESSO – “Dietro l’inchiesta che silenziosamente la procura di Milano sta conducendo da alcuni mesi, si affacciano vicende scabrose, ancora tutte da verificare, che potrebbero coinvolgere ancora una volta il Presidente del Consiglio. Ma non si capisce se come “vittima” di un tentativo di estorsione o di una calunnia – magari anche solo per cercare pubblicità – o, più semplicemente, vittima di se stesso”, scrive ancora Colonnello sul quotidiano torinese; e Berlusconi, già in allerta, sarebbe molto preoccupato per i racconti esplosivi pronti ad uscire dalla procura milanese, la quale, vista la temperatura del materiale che ha fra le mani, lele Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi avrebbe per il momento deciso di muoversi con i piedi di piombo, “preferendo non iscrivere nessuno nel registro degli indagati e smentendo ieri che qualcuno avesse presentato denuncia nei confronti del presidente del Consiglio”. In effetti, l’ipotesi di un coinvolgimento diretto del premier come imputato è per ora fuori dalla natura delle cose, in quanto, come già chiarito da Colonnello, Silvio, in tutta questa storia, sarebbe la parte lesa: bersagliato da ipotesi di ricatto alla Fabrizio Corona, con persone pronte a rivelare le sue non proprio opportune frequentazioni femminili. Ma ci vorrà ancora tempo per riuscire a capire se le dichiarazioni della giovane possano essere considerate come attendibili.
CONTRADDIZIONI – “La giovane testimone, una «ragazza immagine», faceva serate in discoteca sperando di farsi notare per tentare il salto nel mondo della moda o della televisione. Finché non sarebbe riuscita ad entrare nel giro che, attraverso Lele Mora, poteva avere accesso ad Arcore. E qui avrebbe incontrato anche Silvio Berlusconi con il quale avrebbe raccontato di avere avuto rapporti consenzienti. Non si capisce però se a questo punto il premier sia rimasto vittima di un tentativo di ricatto e se la stessa deposizione della ragazza sia una trappola, una storia inquinata o il tentativo della giovane di farsi ascoltare per fuggire da una storia più grande di lei”, spiega la Stampa, precisando che i verbali della giovane “non sarebbero privi di smagliature e notevoli contraddizioni, tanto che in alcuni casi, dopo aver fornito diversi particolari avrebbe ritrattato interi episodi”. Fatto sta che se il suo racconto risultasse vero, bollente sarebbe la patata finita nelle mani di Niccolò Ghedini, già mobilitato, che dovrà trovare un modo per giustificare politicamente e, questa volta, anche penalmente, un rapporto sessuale, sebbene consenziente, con una minore d’età. O comunque, a gestire il flusso di informazioni, foto, video e nuovo materiale-scandalo che ne uscirebbe.
LE AMICHE E LE ALTRE – Il fatto che la giovane fosse entrata nel “giro” buono che frequenta Arcore sarebbe provato da ulteriori elementi: “Ruby era molto vicina anche a Nicole Minetti, l’igenista dentale di Silvio Berlusconi che è stata da lui candidata (con successo) al consiglio regionale della Lombardia nella lista Formigoni” – igienista dentale, certo, ma già valletta a Colorado Cafè e per Piero Chiambretti; “credo di essere adeguata al ruolo che potrei andare a ricoprire”, aveva detto la ragazza, una volta eletta. Inoltre, e torniamo a Ruby, bisogna ricordarlo, non è un vantaggio da poco l’essere parte della scuderia femminile di Lele Mora: il quale, a quanto sembrerebbe – ne abbiamo parlatostamane su queste pagine  - avrebbe una predilezione tutta speciale per la ragazza: “Un avvocato milanese ha presentato infatti al tribunale dei minori una richiesta per adottare Ruby. L’aspirante mamma è Diana Mora, la figlia di Lele”. Mica una roba da niente: tantopiù se si considera chi è il legale istruttore della pratica d’adozione. “Non è un esperto di diritto di famiglia, ma non è uno qualsiasi: è Luca Giuliante, ex consigliere provinciale di Forza Italia, membro della segreteria regionale del Pdl, tesoriere milanese del partito di Berlusconi, nonché legale di Roberto Formigoni nella vicenda del ricorso contro l’esclusione del suo “listino” alle ultime elezioni regionali, con conseguente intervento della P3. L’avvocato Giuliante in precedenza aveva firmato anche il ricorso contro le richieste milionarie del fisco a Lele Mora, che al termine di un lungo contenzioso con l’Agenzia delle entrate ha poi visto la sua agenzia, la Lm management, approdare nel giugno 2010 al fallimento, decretato dal tribunale di Milano. Cercato dal Fatto Quotidiano, l’avvocato Giuliante non ha ritenuto di dover rispondere. Lele Mora invece ci ha risposto: “Non ho niente da dire e non ho nessuna voglia di parlare”, scrive, ancora una volta Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano. Insomma, una nuova bomba in arrivo, un nuovo caso Noemi Letizia ma, se possibile, ancora più spinoso? Silvio incrocia le dita: “Di tutto ha bisogno in queste settimane, tranne che di un nuovo caso Letizia, per di più in versione hard, con fatti, incontri, particolari”, spiega Barbacetto sul Fatto.

venerdì 12 novembre 2010

Capezzone aggredito: su Facebook i finiani gongolano

Sulla pagina di Generazione Italia sul social network gli utenti si scatenano: il portavoce del PdL è “disonesto” e “il marcio della politica”.
Daniele Capezzone è stato aggredito ieri sera davanti alla sede di Forza Italia, in via dell’Umiltà.Solidarietà unanime dal mondo politico: probabilmente perchè a nessuno è venuto in mente di sentire la base. Ce n’è una parte, quella che fa riferimento a Futuro e Libertà per l’Italia, che non sembra esattamente in lacrime capezzone Capezzone aggredito: su Facebook i finiani gongolano per l’aggressione al portavoce del PdL. Quantomeno, così sembrerebbe se si considerano i commenti lasciati dagli utenti sulla pagina Facebook del movimento dei finiani.“Vergogna! Da FLI e GI dovremmo esprimere solidarietà e vicinanza a Daniele Capezzone per la brutale aggressione. La violenza non ha colore”, scrive D.Baraldi, speranzoso. Ma le risposte, non sono sullo stesso tono.
SOLIDARIETA…-Sarebbe grave continuare a vedere Capezzone dare lezioni di moralità in tutte le reti televisive con le sue balzellanti sopracciglie lecchine”, scrive V.Dileo; “poteva essere un creditore, un marito deluso, un ex fidanzato … non è che siccome è un politico la solidarietà deve essere a prescindere” puntualizza P.Carbone; “se dovessero fare un “sondaggio anonimo” sull’argomento, il 90% da dx, a sx, al centro, risponderebbero che gliele avrebbero date anche più forte”, scrive Jo Kafka. Per Dandy Savoirfare, riassuntivo del clima che regna fra i militanti finiani, “che Capezzone sia l’antitesi dell’onestà e sia il marcio della politica è appurato…”

martedì 9 novembre 2010

Lo Ior e quei conti con i soldi della mafia

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ce lo racconta: denaro delle cosche è transitato presso la banca del Vaticano. Complice un prete, parente di mafiosi. 
Antonio Bonaccorsi, fratello di un boss condannato con sentenza definitiva, sarebbe stato in grado di riciclare almeno 300mila euro di soldi sporchi. Attraverso la banca del Vaticano. La storia, scabrosa, la racconta Fiorenza  Lo Ior e quei conti con i soldi della mafiaSarzanini sul Corriere della Sera: “Soldi delle cosche riciclati attraverso un sacerdote presso lo Ior”, è l’incipit del suo pezzo, che è tutto un programma.
PRETE IN FAMIGLIA – Fortuna per i Bonaccorsi: fa sempre comodo avere un prete in famiglia. E’ infatti stato Orazio, sacerdote e rampollo della dinastia, a consegnare le chiavi del conto Ior, “dal quale accedeva tramite computer”, scrive il Corriere. “L’analisi della movimentazione dimostra che altri hanno ottenuto i codici d’accesso e utilizzato quello stesso conto corrente per spostare migliaia e migliaia di euro”, continuano da Via Solferino. E chi mai avrebbe avuto interesse a questi transiti allegri di denaro? E’ da verificare: scattano dunque, “dopo i sequestri” dei fondi provenienti dai conti del Credito Artigiano, altre verifiche sulla banca del Vaticano: gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro, perchè l’ipotesi, a questo punto, sarebbe riciclaggio di denaro sporco – e non solo violazione degli obblighi di legge sulla trasparenza bancaria.
APPALTI – Tutto parte da un appalto vinto dai Bonaccorsi presso la Regione Sicilia: ovviamente c’è di mezzo un giro di fatture false, ma quello che interessa agli inquirenti è che fine facciano i soldi che i Bonaccorsi percepiscono, che iniziano a fare il giro dei conti correnti, “attraverso numerose banche, per giungere all’istituto che ha permesso il riciclaggio”. E si arriva così dentro le mura della cittàLeonina. I soldi accreditati dalla regione Sicilia finiscono sul conto di Orazio Bonaccorsi, appunto il prete di famiglia, che, con assegno a se stesso, lo gira sul conto Ior della Banca di Roma: i magistrati hanno messo tutto per iscritto. Arrivati in Vaticano, i soldi tornano in Sicilia: “Nove bonifici verso la banca di Novara, filiale di Catania: per un importo complessivo di 225mila di euro“. Stante il fatto che tutti questi traffici sono stati effettuati dal computer, con metodo home banking, sarebbe vitale a questo punto per la procura riuscire a capire chi altri abbia la disponibilità dei codici di accesso a questi conti. Il Vaticano, interrogato in merito, nicchia: “Sono vicende passate, oggi non sarebbe più possibile”.

domenica 7 novembre 2010

Travaglio: “Berlusconi è ricattabile da almeno trent’anni”

“In quanti ancora possono tenere sotto scacco Berlusconi? Per quanto ci faremo governare da un premier ricattabile?” Se lo chiede l’editorialista del Fatto Quotidiano.
Nuovi rumors dalla procura di Milano fanno filtrare le dichiarazioni di Ruby, la marocchina che avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con Silvio Berlusconi, quando era ancora minorenne. Una ragazza che saprebbe stor 11859899 02510 Travaglio: Berlusconi è ricattabile da almeno trentanni dettagli scottanti su Silvio, abbastanza per ricattarlo: e non è detto che l’intera storia sia una montatura, messa in piedi ad arte per ricercare visibilità, o semplicemente per mettere Berlusconi indifficoltà. “E che c’è di nuovo?”, si chiede oggi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Sono almeno trent’anni che Berlusconi è ricattato”.
RICATTI E VELENI – Non si tratta di gossip, dice il giornalista torinese; ognuno ha diritto ai comportamenti privati che ritiene più opportuni: ma le conseguenze, poi, vanno sopportate. “B. è libero di ricevere a casa sua tutte le ragazze che vuole e farci quello che vuole, purché le interessate siano d’accordo. E, ovviamente, a patto che non vengano commessi reati e che B. non si renda ricattabile. Le due faccende, fra l’altro, sono collegate: se uno commette reati, ma anche comportamenti moralmente o politicamente indecenti, chi li conosce lo tiene sotto scacco e può chiedergli di tutto per monetizzare il proprio silenzio”, scrive Travaglio: e sarebbe proprio questo il caso di Ruby. Che però, appunto, sarebbe solol’ultima puntata, solo l’ultima delle persone che sanno qualcosa di Silvio che a Silvio potrebbe non far piacere si sapesse: e lo ricattano. Fin di lontani anni ‘90, in cui l’allora imprenditore milanese era minacciato addirittura dalla mafia, pronta a rapirne i figli: “Devo mandare i miei figli in America, perché mi han fatto estorsioni… in maniera brutta… Mi è capitato altre volte, dieci anni fa e… sono ritornati fuori…mi han detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo… Se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni”. Questo è Berlusconi nel 1998, intercettato mentre parla con Renato della Valle. 1998, dunque Berlusconi è marco travaglio Travaglio: Berlusconi è ricattabile da almeno trentanni già in politica, ma anche nel 1994 qualcosa non andava, ricorda Travaglio: “Nel marzo ‘94, mentre lui diventa presidente del Consiglio, il consulente Ezio Cartotto assiste a uno sfogo di Dell’Utri: “Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io…”. E ancora, Vito Ciancimino cheminacciava di “uscire dal mio riserbo che dura da anni” e cominciare a parlare, se non fossero stati risolti i problemi giudiziari suoi edegli amici degli amici e se B. non avesse “messo a disposizione una delle sue reti tv” per la bisogna”; infine, gli ambigui messaggi da Radio Carcere, coi mafiosiscontenti per il trattamento riservatogli dal presidente del Consiglio in cui avevano confidato.
NOTTI BRAVE – E poi, le donne: le tante donne che “han fatto e visto qualcosa che riguarda B. e potrebbero raccontarlo al migliore offerente”. Come quella volta che Berlusconi fu costretto a chiamareSaccà per sistemare una delle belloccie con cui si era approcciato, e che, per ammissione di Berlusconi, stava diventando “pericolosa”: si trattava di Antonella Troise. O ancora, quando Berlusconi finì invischiato con Virginia Sanjust, “la giovane annunciatrice tv che, secondo i giudici di Roma, aveva “intrecciato una stretta relazione” sentimentale con B”; e il marito di lei aveva preso a ricattareil premier. Ultime, ma non ultime, Noemi Patrizia: per quanto riguarda la prima, c’entrava qualcosa pure la famiglia. Non ha mai persuaso “la strana familiarità di B. con i genitori della minorenne Noemi Letizia, che lo convocano alla festa per i 18 anni della ragazza e lui vola”; così come pericolosa avrebbe potuto essere “la D’Addario, con tutto quel che sa e ha registrato sulle notti brave a Palazzo Grazioli, ma per sua fortuna non lo fece e raccontò tutto ai giudici”. Insomma, chiude Travaglio: “La domanda, che non c’entra nulla col gossip e molto con la politica, è semplice: quante altre persone sono in grado di ricattare B.? E fino a quando ci faremo governare da un premier ricattabile?”