“In quanti ancora possono tenere sotto scacco Berlusconi? Per quanto ci faremo governare da un premier ricattabile?” Se lo chiede l’editorialista del Fatto Quotidiano.
Nuovi rumors dalla procura di Milano fanno filtrare le dichiarazioni di Ruby, la marocchina che avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con Silvio Berlusconi, quando era ancora minorenne. Una ragazza che saprebbe
dettagli scottanti su Silvio, abbastanza per ricattarlo: e non è detto che l’intera storia sia una montatura, messa in piedi ad arte per ricercare visibilità, o semplicemente per mettere Berlusconi indifficoltà. “E che c’è di nuovo?”, si chiede oggi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Sono almeno trent’anni che Berlusconi è ricattato”.
dettagli scottanti su Silvio, abbastanza per ricattarlo: e non è detto che l’intera storia sia una montatura, messa in piedi ad arte per ricercare visibilità, o semplicemente per mettere Berlusconi indifficoltà. “E che c’è di nuovo?”, si chiede oggi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Sono almeno trent’anni che Berlusconi è ricattato”.RICATTI E VELENI – Non si tratta di gossip, dice il giornalista torinese; ognuno ha diritto ai comportamenti privati che ritiene più opportuni: ma le conseguenze, poi, vanno sopportate. “B. è libero di ricevere a casa sua tutte le ragazze che vuole e farci quello che vuole, purché le interessate siano d’accordo. E, ovviamente, a patto che non vengano commessi reati e che B. non si renda ricattabile. Le due faccende, fra l’altro, sono collegate: se uno commette reati, ma anche comportamenti moralmente o politicamente indecenti, chi li conosce lo tiene sotto scacco e può chiedergli di tutto per monetizzare il proprio silenzio”, scrive Travaglio: e sarebbe proprio questo il caso di Ruby. Che però, appunto, sarebbe solol’ultima puntata, solo l’ultima delle persone che sanno qualcosa di Silvio che a Silvio potrebbe non far piacere si sapesse: e lo ricattano. Fin di lontani anni ‘90, in cui l’allora imprenditore milanese era minacciato addirittura dalla mafia, pronta a rapirne i figli: “Devo mandare i miei figli in America, perché mi han fatto estorsioni… in maniera brutta… Mi è capitato altre volte, dieci anni fa e… sono ritornati fuori…mi han detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo… Se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni”. Questo è Berlusconi nel 1998, intercettato mentre parla con Renato della Valle. 1998, dunque Berlusconi è
già in politica, ma anche nel 1994 qualcosa non andava, ricorda Travaglio: “Nel marzo ‘94, mentre lui diventa presidente del Consiglio, il consulente Ezio Cartotto assiste a uno sfogo di Dell’Utri: “Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io…”. E ancora, Vito Ciancimino cheminacciava di “uscire dal mio riserbo che dura da anni” e cominciare a parlare, se non fossero stati risolti i problemi giudiziari suoi edegli amici degli amici e se B. non avesse “messo a disposizione una delle sue reti tv” per la bisogna”; infine, gli ambigui messaggi da Radio Carcere, coi mafiosiscontenti per il trattamento riservatogli dal presidente del Consiglio in cui avevano confidato.
già in politica, ma anche nel 1994 qualcosa non andava, ricorda Travaglio: “Nel marzo ‘94, mentre lui diventa presidente del Consiglio, il consulente Ezio Cartotto assiste a uno sfogo di Dell’Utri: “Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io…”. E ancora, Vito Ciancimino cheminacciava di “uscire dal mio riserbo che dura da anni” e cominciare a parlare, se non fossero stati risolti i problemi giudiziari suoi edegli amici degli amici e se B. non avesse “messo a disposizione una delle sue reti tv” per la bisogna”; infine, gli ambigui messaggi da Radio Carcere, coi mafiosiscontenti per il trattamento riservatogli dal presidente del Consiglio in cui avevano confidato.NOTTI BRAVE – E poi, le donne: le tante donne che “han fatto e visto qualcosa che riguarda B. e potrebbero raccontarlo al migliore offerente”. Come quella volta che Berlusconi fu costretto a chiamareSaccà per sistemare una delle belloccie con cui si era approcciato, e che, per ammissione di Berlusconi, stava diventando “pericolosa”: si trattava di Antonella Troise. O ancora, quando Berlusconi finì invischiato con Virginia Sanjust, “la giovane annunciatrice tv che, secondo i giudici di Roma, aveva “intrecciato una stretta relazione” sentimentale con B”; e il marito di lei aveva preso a ricattareil premier. Ultime, ma non ultime, Noemi e Patrizia: per quanto riguarda la prima, c’entrava qualcosa pure la famiglia. Non ha mai persuaso “la strana familiarità di B. con i genitori della minorenne Noemi Letizia, che lo convocano alla festa per i 18 anni della ragazza e lui vola”; così come pericolosa avrebbe potuto essere “la D’Addario, con tutto quel che sa e ha registrato sulle notti brave a Palazzo Grazioli, ma per sua fortuna non lo fece e raccontò tutto ai giudici”. Insomma, chiude Travaglio: “La domanda, che non c’entra nulla col gossip e molto con la politica, è semplice: quante altre persone sono in grado di ricattare B.? E fino a quando ci faremo governare da un premier ricattabile?”
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