martedì 2 novembre 2010

Il fanta-governo di Vendola: da Gino Strada a don Ciotti, ecco i ministri

Palazzo Chigi è ancora lontano, ma il governatore della Puglia ha già in testa la squadra vincente. Ne ha parlato ieri sera nella puntata di Matrix.
Pochi politici e molti nomi della società civile in quello che potrebbe essere il governo Vendola a partire da Lorella Zanardo autrice un libro bellissimo sul corpo delle donne, Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Gino Strada, che ha un’idea di politica estera senza nichi vendola critica parlamentari gay Il fanta governo di Vendola: da Gino Strada a don Ciotti, ecco i ministricarri armati, e Don Luigi Ciotti, protagonista con Libera della lotta al narcotraffico. Se dovesse spuntarla alle Primarie, e se poi dovesse vincere alle elezioni, Vendola avrebbe le idee chiare su chi contattare per costituire il governo: “Bisogna smetterla di considerare che i politici nascono nella fabbrica della politica“.
LE ALLEANZE - “E’ insopportabile – prosegueNichi – la politica che cucina la propria minestra dentro al palazzo. Le alleanze vengono dopo, prima bisogna dire di quale cultura riformatrice l’Italia ha bisogno. Io – conclude Vendola – posso benissimo allearmi con il centro, non ci devono essere pregiudizi tra sinistra e centro, ma voglio prima parlare di che idea della vita ha bisogno il paese. Partire dalle alleanze è politicistico“. E sull’ipotesi di un Pd vicino ai finiani, afferma: “Fini non è uscito dal centrodestra per transitare nel centrosinistra, è uscito per fondare un’altra destra, più libertaria, più gaullista, più europea. Guardo con attenzione e con rispetto a Fini, ma da qui non si può immaginare di reclutare Gianfranco Fini nel centrosinistra, lui che fino a ieri ha rivendicato la filiazione da Almirante. Sarebbe ingiusto per lui e per noi“. Su Casini, invece, e sempre a proposito delle alleanze: “Non ho nessun pregiudizio a discutere con Casini, anzi l’ho sfidato a confrontarci con i suoi soggetti sociali di riferimento: il popolo del ‘Family day’ e il popolo delle partite Iva, cuore pulsante del centrodestra molto caro a Casini. Questi soggetti oggi si interrogano e sentono il berlusconismo come qualcosa da cui liberarsi“.
IL BERLUSCONI ROSSO - E a quelli che lo paragonano al presidente del Consiglio manda a dire: “Io il Berlusconi rosso? E’ il reddito che fa la differenza. Però la più grande differenza tra me e Berlusconi  è dal punto di vista del linguaggio. Berlusconi ha sdoganato un linguaggio vagamente pornografico, ha un linguaggio venatorio sulle donne. Questa continua performance maschilista di un linguaggio pubblico in erezione, è uno degli elementi di massimo degrado della vita pubblica”. E conclude, il governatore di Terlizzi con un messaggio sulle polemiche di questi giorni sulla sua omosessualità: “Igay in Parlamento sono tantissimi, ma non si dichiarano perchè sono ipocriti, sono dei sepolcri imbiancati, tra l’altro sono anche ricattabili. Mi dispiace per chi vive in clandestinità la propria condizione. Uno che fa il parlamentare dovrebbe avere il coraggio di dirlo“.

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