lunedì 22 novembre 2010

Binetti: “Niente comunione a Vendola, è in peccato grave”

Lo ha detto la deputata dell’Udc nell’ambito di un’intervista rilasciata al programma televisivo “KlausCondicio”.
Non conoscevo il caso del vescovo di Otranto, ma devo riconoscere che aveva totalmente ragione. La Chiesa ha gia’ fissato a monte i suoi criteri generali. Se una persona è in peccato o vendola Binetti: Niente comunione a Vendola, è in peccato gravemeno, lo lascio giudicare alla sua coscienza, ma certamente una persona in peccato grave non può accostarsi all’eucarestia“. Lo ha detto la deputata dell’Udc Paola Binetti nell’ambito di un’intervista rilasciata al programma televisivo “KlausCondicio”, rispondendo a Klaus Davi che le chiedeva se fosse giusto o meno criminalizzare il vescovo di Otranto, Vincenzo Franco, finito nel mirino delle associazioni gay per le sue dure esternazioni nei confronti di Nichi Vendola (“Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante“, ndr.).
NON E’ UN OMOSESSUALE CASTO - Nel corso del programma, Paola Binetti ha argomentato così la sua posizione: “Un bambino di otto anni che fa il catechismo impara come prima cosa quali sono le condizioni necessarie per ricevere la comunione. Tutti lo sanno, anche le persone divorziate, che a volte, dopo aver fatto delle esperienze molto difficili, hanno deciso di risposarsi formando coppie unite, generose, capaci di sacrificio reciproco, che si vogliono bene. Pregano, vanno a Messa, ma sanno che all’eucarestia non possono accostarsi perché mancano delle condizioni di base, quelle che loro stessi hanno imparato fin da piccoli. Vede, se lei va alla Camera senza giacca, non la fanno entrare, nonostante magari indossi un maglioncino di cachemire che è più elegante e costa più della giacca. Non importa: c’è una regola che impone l’uso della giacca come segno di rispetto per l’ambiente e i commessi sono tenuti a far rispettare questa regola. Allo stesso modo anche nella Chiesa ci sono delle regole da rispettare. Non possiamo tuttavia dimenticare che possono anche esserci degli omosessuali totalmente casti abilitati a ricevere la comunione come tutti gli altri“.

martedì 16 novembre 2010

Le immigrate incinte le sanzioniamo, quelle con figli no. E’ l’Italia

Confermata la sanzione a carico di una donna di Mestre: “Non importa, era clandestina da tempo: paghi”. 
Periodo di rivoluzioni giurisprudenziali in tema di immigrazione. Oggi è la Corte di Cassazionead affrontare il tema per la seconda volta in due giorni, con una sentenza certamente destinata a costituire un caso. L’invocare un “avanzato stato di gravidanza” non potrà essere considerato un motivo ostativo alladal senegal alla grande moschea di roma senegal immigrazione italia islam moschea roma Le immigrate incinte le sanzioniamo, quelle con figli no. E’ l’Italia sanzione pecuniariaprevista dalla restrittiva normativa italiana, con il combinato disposto delle leggiTurco-Napolitano e Bossi-Fini.
STATO INTERESSANTE – La fattispecie sottoposta all’attenzione della suprema Corte italiana riguarda il caso di una donna immigrata residente in Veneto, di trentadue anni e, come detto, da tempo incinta: raggiunta dalla notifica della sanzione a suo carico, ha ricercato il patrocinio legale della Cgil. Sollevato il caso davanti alla Cassazione, ciò che ha rilevato non è stata la sua condizione interessante: ma piuttosto la conoscenza dell’illiceità della propria permanenza sul suolo italiano. Il giudice di ultima istanza, nel confermare una multa di oltre 3000 euro, ha ribadito che per trovarsi in stato di infrazione, è sufficiente “l’elemento soggettivo richiesto nel reato contravvenzionale”, ovvero “la coscienza e volonta’ di disattendere le norme sull’immigrazione”. E non sarebbe proprio stato possibile chiudere un occhio sulla questione, visto che “dalle dichiarazioni rese emerge che l’imputata si trovava in Italia da tempo dove viveva, insieme al marito sposato nel 2008, inoltre gia’ nel 2007 aveva ottenuto un permesso si lavoro scaduto senza rinnovo”.
GIURISPRUDENZA DIFFORME – Insomma, il primo Giudice italiano oggi ribadisceun’interpretazione rigida e senza sconti della normativa vigente: se sei in condizione irregolare, la tua condizione soggettiva non conta a garantirti un’esimente dal pagare la multa che devi allo stato. Soloieri, invece, era stata sempre la Cassazione, interpretando la legge sull’immigrazione, a giungere a risultati molto più “umani”: non si può essere espulsi dal territorio nazionale se si hanno figli, anche se si è in condizione irregolare, o si ha la fedina penale compromessa. “Niente foglio di via o rimpatrio anche se sono immigrati irregolari e hanno compiuto reati. Niente espulsione per gli stranieri con figli se questa rischia di provocare danni psicologici e traumi nei bambini. Lo ha stabilito la Cassazione perché le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”, scriveva ieri la Repubblica. “La Cassazione ha infatti accolto il ricorso di una signora africana, madre di tre figli residenti a Perugia in affido part time ad una famiglia umbra, condannata anche in Appello per sfruttamento della prostituzione e raggiunta per questo da foglio di via. Un caso complesso – anche perché i ragazzi erano stati dati in affido proprio per il comportamento della donna che però negli ultimi tempi ha mantenuto contatti e relazioni affettive con i piccoli – e che proprio per questo motivo è stato valutato dalle Sezioni Unite”.

lunedì 15 novembre 2010

Raffaele Lombardo, il leghista del sud: “L’Unità d’Italia ci ha danneggiato”

Il presidente della Regione Sicilia, in un’intervista al Riformista parla di governo federalista e di “giogo romano”. E ricorda tanto il Senatùr.
Se allora si fosse dato vita a un governo federalista e non centralista la Sicilia si sarebbe risparmiata tanti drammi, dall’emigrazione alla spoliazione delle ricchezze. Non e’ stato un Raffaele%20Lombardo%20parla%20al%20microfono Raffaele Lombardo, il leghista del sud: LUnità dItalia ci ha danneggiatoaffare, per noi, l’unificazione, siamo solo finiti sotto il giogo del centralismo romano. Che ora deve finire“. Lo dice in una intervista alRiformista il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo.
IL SINDACATO GIALLO DEL PREMIER - Un vero partito del territorio, un partito autonomista, dovrebbe prescindere da cordoni ombelicali stretti con i partiti nazionali. Non si può rivendicare di essere partiti del territorio e poi essere legati a filo doppio con Roma, e in particolare con Silvio Berlusconi”. E’ un vero e proprio braccio di ferro quello ingaggiato da lombardo conForza Sud, il partito creato qualche giorno fa da Gianfranco Micciché e che vorrebbe rappresentare il partito meridionalista che appoggia e aiuta il premier, bilanciando la presenza alleata dei leghisti.“Non è credibile - manda a dire Lombardo - rifarsi allo storia dell’autonomismo siciliano: dopo l’esperimento di Silvio Milazzo, in Sicilia, non ne ho più visti, di veri movimenti autonomisti. Inoltre, oggi stare con Berlusconi vuol dire stare con la Lega e con Bossi, non con il Sud. Forza Sud è il “sindacato giallo” del premier e cercherà di frenare in Sicilia la caduta di voti del Pdl, i cui colonnelli hanno fatto soltanto del male, al partito di Berlusconi. La verità è che, in attesa dell’esplosione finale, il Pdl siciliano sta implodendo, Micciché cerca di fermare l’emorragia, ma non ci riuscirà. I danni fatti dai colonnelli di Beriusconi sono irreparabili“.
IL LOMBARDO-QUATER BATTE CASSA A ROMA - Dopo aver bocciato senza appello Forza Sud, il leader dell’Mpa sul governo Lombardo- quater precisa: “L’esperimento finora funziona e si tratta di un’esperienza che farà scuola. Anche a livello nazionale. Lo zoccolo duro è formato da Mpa, Fli, Udc e Api, più un accordo con il Pd che è squisitamente programmatico. E il Pd si sta dimostrando leale, nell’appoggiare la giunta“. Torna quindi ad invitare il governo a sbloccare i fondi Fas: “Ormai siamo alla beffa. La delibera del Cipe è stata approvata da un anno, ma ancora aspettiamo i decreti attuativi. E stiamo parlando di quattro miliardi e 313 milioni di euro mentre la Sicilia affronta emergenze drammatiche, dal dissesto idrogeologico al problema rifiuti“. Sembrano lontani i tempi in cui, il ritorno del dossier Fas sul tavolo del Cipe nel 2009 aveva pacificato gli animi degli autonomisti in rotta con il Pdl, tanto da far esultare anche Gianfranco Miccichè: “È una vittoria di cui sono estremamente soddisfatto“, affermò il sottosegretario che guidava la pattuglia dei siciliani insoddisfatti.

sabato 13 novembre 2010

Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi

Imbarazzo in Procura a Milano per il nuovo fascicolo che coinvolgerebbe il presidente del Consiglio: “l’utilizzatore finale”, stavolta, si sarebbe spinto un po’ troppo oltre.
Berlusconi non è un santo. Lo sappiamo, l’ha ammesso, la cosa non fa più notizia. O almeno, nondovrebbe più farne. Certo, la questione cambierebbe, e di molto, se i rumors che per ora rimbombano dai corridoi del Tribunale di Milano fossero  Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi confermati. C’è un fascicolo, per ora molto generico, sul quale la squadra antiprostituzione agli ordini del primo Pm del capoluogo lombardo, Edmondo Bruti Liberati, sta lavorando ormai da mesi. Riguarda un caso adi prostituzione minorile nel quale, se tutto ciò che si vocifera fosse presentato come vero, sarebbe rimasto invischiato il presidente del Consiglio dei Ministri.
RUBY – Agli atti, secondo quanto emerso finora sui giornali, “la testimonianza di una avvenente ragazza appena diciottenne di origini marocchine, che avrebbe raccontato di aver partecipato ad alcune feste nella residenza del premier ad Arcore almeno fino alla primavera scorsa, quando cioè la giovane era ancora minorenne. Feste e cene a cui avrebbero preso parte diverse ragazze, alcune della scuderia dell’agente dello spettacolo Lele Mora, e dove non si sarebbe badato ad eccessi di vario genere”, secondo Paolo Colonnello che ne ha scritto stamattina sulla Stampa. La ragazza in questione si chiama Ruby, e secondo il Fatto Quotidiano è tuttora minorenne ed è ospite di una comunità protetta. Compirà diciott’anni a novembre e solo allora, raggiunta la maggiore età, potrà decidere di lasciare la comunità”: questo è quanto racconta oggi Gianni Barbacetto. Insomma, secondo il disegno che inizia ad emergere, per organizzare una delle sue numerose feste, il premier Silvio Berlusconi si sarebbe affidato all’agente delle star, il chiaccherato Lele Mora, dandogli carta bianca su invitati ed organizzazione. Mora, le invitate richieste da Silvio, le aveva poi portate: ma il premier, probabilmente, non si sarebbe reso conto della giovane età di una delle sue ospiti, che ora potrebbe aver preso a ricattarlo.
VITTIMA DI SE STESSO – “Dietro l’inchiesta che silenziosamente la procura di Milano sta conducendo da alcuni mesi, si affacciano vicende scabrose, ancora tutte da verificare, che potrebbero coinvolgere ancora una volta il Presidente del Consiglio. Ma non si capisce se come “vittima” di un tentativo di estorsione o di una calunnia – magari anche solo per cercare pubblicità – o, più semplicemente, vittima di se stesso”, scrive ancora Colonnello sul quotidiano torinese; e Berlusconi, già in allerta, sarebbe molto preoccupato per i racconti esplosivi pronti ad uscire dalla procura milanese, la quale, vista la temperatura del materiale che ha fra le mani, lele Da Noemi a Ruby: tutte le ragazzine di Berlusconi avrebbe per il momento deciso di muoversi con i piedi di piombo, “preferendo non iscrivere nessuno nel registro degli indagati e smentendo ieri che qualcuno avesse presentato denuncia nei confronti del presidente del Consiglio”. In effetti, l’ipotesi di un coinvolgimento diretto del premier come imputato è per ora fuori dalla natura delle cose, in quanto, come già chiarito da Colonnello, Silvio, in tutta questa storia, sarebbe la parte lesa: bersagliato da ipotesi di ricatto alla Fabrizio Corona, con persone pronte a rivelare le sue non proprio opportune frequentazioni femminili. Ma ci vorrà ancora tempo per riuscire a capire se le dichiarazioni della giovane possano essere considerate come attendibili.
CONTRADDIZIONI – “La giovane testimone, una «ragazza immagine», faceva serate in discoteca sperando di farsi notare per tentare il salto nel mondo della moda o della televisione. Finché non sarebbe riuscita ad entrare nel giro che, attraverso Lele Mora, poteva avere accesso ad Arcore. E qui avrebbe incontrato anche Silvio Berlusconi con il quale avrebbe raccontato di avere avuto rapporti consenzienti. Non si capisce però se a questo punto il premier sia rimasto vittima di un tentativo di ricatto e se la stessa deposizione della ragazza sia una trappola, una storia inquinata o il tentativo della giovane di farsi ascoltare per fuggire da una storia più grande di lei”, spiega la Stampa, precisando che i verbali della giovane “non sarebbero privi di smagliature e notevoli contraddizioni, tanto che in alcuni casi, dopo aver fornito diversi particolari avrebbe ritrattato interi episodi”. Fatto sta che se il suo racconto risultasse vero, bollente sarebbe la patata finita nelle mani di Niccolò Ghedini, già mobilitato, che dovrà trovare un modo per giustificare politicamente e, questa volta, anche penalmente, un rapporto sessuale, sebbene consenziente, con una minore d’età. O comunque, a gestire il flusso di informazioni, foto, video e nuovo materiale-scandalo che ne uscirebbe.
LE AMICHE E LE ALTRE – Il fatto che la giovane fosse entrata nel “giro” buono che frequenta Arcore sarebbe provato da ulteriori elementi: “Ruby era molto vicina anche a Nicole Minetti, l’igenista dentale di Silvio Berlusconi che è stata da lui candidata (con successo) al consiglio regionale della Lombardia nella lista Formigoni” – igienista dentale, certo, ma già valletta a Colorado Cafè e per Piero Chiambretti; “credo di essere adeguata al ruolo che potrei andare a ricoprire”, aveva detto la ragazza, una volta eletta. Inoltre, e torniamo a Ruby, bisogna ricordarlo, non è un vantaggio da poco l’essere parte della scuderia femminile di Lele Mora: il quale, a quanto sembrerebbe – ne abbiamo parlatostamane su queste pagine  - avrebbe una predilezione tutta speciale per la ragazza: “Un avvocato milanese ha presentato infatti al tribunale dei minori una richiesta per adottare Ruby. L’aspirante mamma è Diana Mora, la figlia di Lele”. Mica una roba da niente: tantopiù se si considera chi è il legale istruttore della pratica d’adozione. “Non è un esperto di diritto di famiglia, ma non è uno qualsiasi: è Luca Giuliante, ex consigliere provinciale di Forza Italia, membro della segreteria regionale del Pdl, tesoriere milanese del partito di Berlusconi, nonché legale di Roberto Formigoni nella vicenda del ricorso contro l’esclusione del suo “listino” alle ultime elezioni regionali, con conseguente intervento della P3. L’avvocato Giuliante in precedenza aveva firmato anche il ricorso contro le richieste milionarie del fisco a Lele Mora, che al termine di un lungo contenzioso con l’Agenzia delle entrate ha poi visto la sua agenzia, la Lm management, approdare nel giugno 2010 al fallimento, decretato dal tribunale di Milano. Cercato dal Fatto Quotidiano, l’avvocato Giuliante non ha ritenuto di dover rispondere. Lele Mora invece ci ha risposto: “Non ho niente da dire e non ho nessuna voglia di parlare”, scrive, ancora una volta Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano. Insomma, una nuova bomba in arrivo, un nuovo caso Noemi Letizia ma, se possibile, ancora più spinoso? Silvio incrocia le dita: “Di tutto ha bisogno in queste settimane, tranne che di un nuovo caso Letizia, per di più in versione hard, con fatti, incontri, particolari”, spiega Barbacetto sul Fatto.

venerdì 12 novembre 2010

Capezzone aggredito: su Facebook i finiani gongolano

Sulla pagina di Generazione Italia sul social network gli utenti si scatenano: il portavoce del PdL è “disonesto” e “il marcio della politica”.
Daniele Capezzone è stato aggredito ieri sera davanti alla sede di Forza Italia, in via dell’Umiltà.Solidarietà unanime dal mondo politico: probabilmente perchè a nessuno è venuto in mente di sentire la base. Ce n’è una parte, quella che fa riferimento a Futuro e Libertà per l’Italia, che non sembra esattamente in lacrime capezzone Capezzone aggredito: su Facebook i finiani gongolano per l’aggressione al portavoce del PdL. Quantomeno, così sembrerebbe se si considerano i commenti lasciati dagli utenti sulla pagina Facebook del movimento dei finiani.“Vergogna! Da FLI e GI dovremmo esprimere solidarietà e vicinanza a Daniele Capezzone per la brutale aggressione. La violenza non ha colore”, scrive D.Baraldi, speranzoso. Ma le risposte, non sono sullo stesso tono.
SOLIDARIETA…-Sarebbe grave continuare a vedere Capezzone dare lezioni di moralità in tutte le reti televisive con le sue balzellanti sopracciglie lecchine”, scrive V.Dileo; “poteva essere un creditore, un marito deluso, un ex fidanzato … non è che siccome è un politico la solidarietà deve essere a prescindere” puntualizza P.Carbone; “se dovessero fare un “sondaggio anonimo” sull’argomento, il 90% da dx, a sx, al centro, risponderebbero che gliele avrebbero date anche più forte”, scrive Jo Kafka. Per Dandy Savoirfare, riassuntivo del clima che regna fra i militanti finiani, “che Capezzone sia l’antitesi dell’onestà e sia il marcio della politica è appurato…”

martedì 9 novembre 2010

Lo Ior e quei conti con i soldi della mafia

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ce lo racconta: denaro delle cosche è transitato presso la banca del Vaticano. Complice un prete, parente di mafiosi. 
Antonio Bonaccorsi, fratello di un boss condannato con sentenza definitiva, sarebbe stato in grado di riciclare almeno 300mila euro di soldi sporchi. Attraverso la banca del Vaticano. La storia, scabrosa, la racconta Fiorenza  Lo Ior e quei conti con i soldi della mafiaSarzanini sul Corriere della Sera: “Soldi delle cosche riciclati attraverso un sacerdote presso lo Ior”, è l’incipit del suo pezzo, che è tutto un programma.
PRETE IN FAMIGLIA – Fortuna per i Bonaccorsi: fa sempre comodo avere un prete in famiglia. E’ infatti stato Orazio, sacerdote e rampollo della dinastia, a consegnare le chiavi del conto Ior, “dal quale accedeva tramite computer”, scrive il Corriere. “L’analisi della movimentazione dimostra che altri hanno ottenuto i codici d’accesso e utilizzato quello stesso conto corrente per spostare migliaia e migliaia di euro”, continuano da Via Solferino. E chi mai avrebbe avuto interesse a questi transiti allegri di denaro? E’ da verificare: scattano dunque, “dopo i sequestri” dei fondi provenienti dai conti del Credito Artigiano, altre verifiche sulla banca del Vaticano: gli inquirenti ci vogliono vedere chiaro, perchè l’ipotesi, a questo punto, sarebbe riciclaggio di denaro sporco – e non solo violazione degli obblighi di legge sulla trasparenza bancaria.
APPALTI – Tutto parte da un appalto vinto dai Bonaccorsi presso la Regione Sicilia: ovviamente c’è di mezzo un giro di fatture false, ma quello che interessa agli inquirenti è che fine facciano i soldi che i Bonaccorsi percepiscono, che iniziano a fare il giro dei conti correnti, “attraverso numerose banche, per giungere all’istituto che ha permesso il riciclaggio”. E si arriva così dentro le mura della cittàLeonina. I soldi accreditati dalla regione Sicilia finiscono sul conto di Orazio Bonaccorsi, appunto il prete di famiglia, che, con assegno a se stesso, lo gira sul conto Ior della Banca di Roma: i magistrati hanno messo tutto per iscritto. Arrivati in Vaticano, i soldi tornano in Sicilia: “Nove bonifici verso la banca di Novara, filiale di Catania: per un importo complessivo di 225mila di euro“. Stante il fatto che tutti questi traffici sono stati effettuati dal computer, con metodo home banking, sarebbe vitale a questo punto per la procura riuscire a capire chi altri abbia la disponibilità dei codici di accesso a questi conti. Il Vaticano, interrogato in merito, nicchia: “Sono vicende passate, oggi non sarebbe più possibile”.

domenica 7 novembre 2010

Travaglio: “Berlusconi è ricattabile da almeno trent’anni”

“In quanti ancora possono tenere sotto scacco Berlusconi? Per quanto ci faremo governare da un premier ricattabile?” Se lo chiede l’editorialista del Fatto Quotidiano.
Nuovi rumors dalla procura di Milano fanno filtrare le dichiarazioni di Ruby, la marocchina che avrebbe avuto un rapporto sessuale a pagamento con Silvio Berlusconi, quando era ancora minorenne. Una ragazza che saprebbe stor 11859899 02510 Travaglio: Berlusconi è ricattabile da almeno trentanni dettagli scottanti su Silvio, abbastanza per ricattarlo: e non è detto che l’intera storia sia una montatura, messa in piedi ad arte per ricercare visibilità, o semplicemente per mettere Berlusconi indifficoltà. “E che c’è di nuovo?”, si chiede oggi Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Sono almeno trent’anni che Berlusconi è ricattato”.
RICATTI E VELENI – Non si tratta di gossip, dice il giornalista torinese; ognuno ha diritto ai comportamenti privati che ritiene più opportuni: ma le conseguenze, poi, vanno sopportate. “B. è libero di ricevere a casa sua tutte le ragazze che vuole e farci quello che vuole, purché le interessate siano d’accordo. E, ovviamente, a patto che non vengano commessi reati e che B. non si renda ricattabile. Le due faccende, fra l’altro, sono collegate: se uno commette reati, ma anche comportamenti moralmente o politicamente indecenti, chi li conosce lo tiene sotto scacco e può chiedergli di tutto per monetizzare il proprio silenzio”, scrive Travaglio: e sarebbe proprio questo il caso di Ruby. Che però, appunto, sarebbe solol’ultima puntata, solo l’ultima delle persone che sanno qualcosa di Silvio che a Silvio potrebbe non far piacere si sapesse: e lo ricattano. Fin di lontani anni ‘90, in cui l’allora imprenditore milanese era minacciato addirittura dalla mafia, pronta a rapirne i figli: “Devo mandare i miei figli in America, perché mi han fatto estorsioni… in maniera brutta… Mi è capitato altre volte, dieci anni fa e… sono ritornati fuori…mi han detto che, se entro una certa data non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo… Se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni”. Questo è Berlusconi nel 1998, intercettato mentre parla con Renato della Valle. 1998, dunque Berlusconi è marco travaglio Travaglio: Berlusconi è ricattabile da almeno trentanni già in politica, ma anche nel 1994 qualcosa non andava, ricorda Travaglio: “Nel marzo ‘94, mentre lui diventa presidente del Consiglio, il consulente Ezio Cartotto assiste a uno sfogo di Dell’Utri: “Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io…”. E ancora, Vito Ciancimino cheminacciava di “uscire dal mio riserbo che dura da anni” e cominciare a parlare, se non fossero stati risolti i problemi giudiziari suoi edegli amici degli amici e se B. non avesse “messo a disposizione una delle sue reti tv” per la bisogna”; infine, gli ambigui messaggi da Radio Carcere, coi mafiosiscontenti per il trattamento riservatogli dal presidente del Consiglio in cui avevano confidato.
NOTTI BRAVE – E poi, le donne: le tante donne che “han fatto e visto qualcosa che riguarda B. e potrebbero raccontarlo al migliore offerente”. Come quella volta che Berlusconi fu costretto a chiamareSaccà per sistemare una delle belloccie con cui si era approcciato, e che, per ammissione di Berlusconi, stava diventando “pericolosa”: si trattava di Antonella Troise. O ancora, quando Berlusconi finì invischiato con Virginia Sanjust, “la giovane annunciatrice tv che, secondo i giudici di Roma, aveva “intrecciato una stretta relazione” sentimentale con B”; e il marito di lei aveva preso a ricattareil premier. Ultime, ma non ultime, Noemi Patrizia: per quanto riguarda la prima, c’entrava qualcosa pure la famiglia. Non ha mai persuaso “la strana familiarità di B. con i genitori della minorenne Noemi Letizia, che lo convocano alla festa per i 18 anni della ragazza e lui vola”; così come pericolosa avrebbe potuto essere “la D’Addario, con tutto quel che sa e ha registrato sulle notti brave a Palazzo Grazioli, ma per sua fortuna non lo fece e raccontò tutto ai giudici”. Insomma, chiude Travaglio: “La domanda, che non c’entra nulla col gossip e molto con la politica, è semplice: quante altre persone sono in grado di ricattare B.? E fino a quando ci faremo governare da un premier ricattabile?”

venerdì 5 novembre 2010

Parlamento d’oro: “Dieci leggi, cento milioni l’una”

Facile farsi due calcoli: li fa il Messaggero. Bilancio presentato (un miliardo di euro), diviso le leggi approvate dalle Camere in un anno (dieci), l’importo è presto fatto. 
Che il Parlamento fosse ormai paralizzato, lo abbiamo scritto su queste pagine già ieri: approvate soltanto dieci leggi in un anno, con le Camere ridotte a sottoscrittori e convertitori di progetti di legge governativi, che, fra l’altro parlamento Parlamento doro: Dieci leggi, cento milioni luna non arrivano neanche più. Tutto fermo, in Parlamento, tutto fermo tranne i soldi: è ilMessaggerooggi, a farsi due calcoli. In realtà, molto facili.
PARALISI TOTALE – “Siccome il bilancio approvato all’inizio dell’anno”, scrive Mario Ajello, “dice che Montecitorio costa all’erario un miliardo di euro all’anno, vuol dire che ognuna di queste leggi – fra spese amministrative, stipendi per parlamentari ed impiegati, e soldi per far funzionare gli apparati elettronici di voto e via dicendo – è costata circa 100 milioni di euro”. Il ragionamento non sembra fare una grinza, visto che il lavoro del Parlamento è appunto quello di far funzionare alla maggior velocità possibile il potere legislativo, se questi sono i soldi, e questi i risultati, c’è davvero di che pensar male. Anche perchè, alcune di queste leggi, hanno un destino incerto: Ajello lo sottolinea. Tanti soldi erano davvero un prezzo giusto, ad esempio, “per la legge sul legittimo impedimento che forse ora la Corte Costituzionale bloccherà?”. Mentre altre di queste leggi, difficilmente potranno essere presentate come “successi dell’esecutivo”, visto che erano adempimentiimposti “dalla Costituzione o dall’Europa, come il rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato o la legge comunitaria 2009″. Dunque, scrive il Messaggero, “la paralisi c’è”.
UNA BUONA OCCASIONE – “Anche perché”, continua il quotidiano della Capitale, “in un Parlamento nel quale su 190 proposte di legge approvate dall’inizio della legislatura soltanto 17 sono d’iniziativa parlamentare (lo 0,48 del totale), quattro sono d’iniziativa mista, mentre 169 le ha presentate il governo e ben 62 sono decreti legge, è da prima delle vacanze estive che non arriva più dalle stanze dell’esecutivo un decreto di qualsiasi tipo da mettere ai voti e da approvare”. Che ci vanno a fare i deputati in aula? Nessuno ci andrebbe: però lo stipendio gli spetta di diritto. “Basterebbero questi dati per documentare lo stallo delle Camere. Ridotte alla nullafacenza – infatti ora Montecitorio chiude per due settimane – perchè un Parlamento ormai diventato, quando va bene, succursale di Palazzo Chigi”. Tutto fermo, tutto bloccato, da quando “il governo Berlusconi emanò il suo ultimo decreto legge, riguardante la Tirrenia e l’energia. Da allora, più niente. Una situazione decisamente nuova, che spiega la sostanziale inattività delle Camere. Di cui fa testo, in maniera lampante, il calendario di questa settimana in corso. S’è lavorato, nell’Aula di Montecitorio, soltanto martedì scorso 2 ottobre. E per che cosa? Per la protezione degli animali di compagnia”. E il presidente della Camera Gianfranco Fini sbotta: “A meno che il governo non presenti qualche decreto, c’è il rischio di una paralisi dell’attività della Camera!” Bene: ora l’occasione c’è. “Ieri, intanto”, conclude Ajello, “la conferenza dei capigruppo a Montecitorio ha stabilito un calendario di tutto rispetto, almeno sulla carta. Il 22 novembre si discuterà la mozione Bersani sulla riforma del sistema fiscale, dal 23 novembre ci si occuperà della riforma dell’università, dal 29 del trasferimento della Consob da Roma a Milano e poi della legge di divieto di plastica mammaria per le minorenni.” Staremo a vedere.

mercoledì 3 novembre 2010

Sarah Scazzi, Valentina Misseri: “Mio padre mi ha detto cose clamorose”

La sorella di Sabrina parla del colloquio avuto con Michele in carcere. “E’ molto provato, dimagrito e depresso”
291530759 Sarah Scazzi, Valentina Misseri: Mio padre mi ha detto cose clamorose‘Io non gli ho chiesto nulla. Papa’ e’ molto provato, dimagrito e depresso; ha voluto parlare e io l’ho ascoltato: mi ha detto cose importantissime, clamorose, che devo riferire al colonnello Russo e ai magistrati’. Cosi’ Valentina Misseri, sorella diSabrina e figlia di Michele, entrambi in carcere per l’omicidio diSarah Scazzi, in una intervista allaGazzetta del Mezzogiorno.
“DEVE DIRE LA VERITA’” – La maggiore delle due figlie, che quel 26 agosto, giorno della scomparsa diSarah, era a Roma, e non adAvetrana, in provincia di Taranto, e’ stata per due volte a trovare il padre in carcere con il quale subito dopo il suo arresto e prima che venisse coinvolta la sorella Sabrina era stata molto dura.  ‘Papa’ deve dire tutta la verita’ -dice ancora al quotidiano pugliese- noi non vogliamo influenzarlo, ma non accettiamo che a condizionarlo tenti qualcun altro, a noi interessa la verita’, perche’ sono convinta che la verita’ aiuta Sabrina’. Valentinae sua madre Cosima hanno sempre sostenuto che ad uccidere Sarah sia stato Michele Misseri da solo, e che Sabrina sia stata chiamata in causa dal padre ingiustamente.  Nei giorni scorsi l’avvocato di ufficio di Michele, Daniele Galoppa, aveva rivelato che la stessa Valentina lo aveva chiamato per dirgli di essere stata in carcere e di aver chiesto al padre se voleva continuare ad essere assistito da lui. Anche un fratello di Michele, Carmine, che vive a Manduria, ‘in un telegramma – aggiunge il quotidiano – lo ha sollecitato a scegliersi un altro avvocato sostituendo Daniele Galoppa, nominato d’ufficio’.

La Santanchè cambia idea: “Silvio non è maschilista ma galante, vuole sedurre”

La sottosegretaria risponde a Nichi Vendola che aveva accusato il Cavaliere di “linguaggio pornografico”: “E’ un uomo di altri tempi, mai volgare”
Una volta lo accusava di avere una bassa considerazione delle donne. Oggi ansa80364762904113520 big La Santanchè cambia idea: Silvio non è maschilista ma galante, vuole sedurreDaniela Santanchèdifende il premier Silvio Berlusconidalle accusa del leader di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola, che in tv, a Matrix, ha definito il linguaggio del Cavaliere “pornografico“: “Il premier ama le donne – ha detto la Sottosegretaria al ministero per l’attuazione del programma – Capisco dunque che per Vendola sia difficile capire questo linguaggio. Detto questo sembra un uomo d’altri tempi, mai volgare. Vuole sedurre, è galante…“.
DA LUI SOLO PER POLITICA – “Berlusconi - ha affermato il governatore pugliese su Canale 5 – ha sdoganato un linguaggio veramente pornografico, ha un linguaggio veramente venatorio sulle donne. Questa continua performance maschilista di un linguaggio pubblico in erezione, è uno degli elementei di massimo degrado della vita pubblica“. La risposta non si è fatta attendere: “Io sono la rappresentazione fisica un sacco di balle che si dicono sul rapporto con le donne– ha aggiunto la Santanchè – Quando si è capaci la bellezza non conta. Le feste con le altre deputate? Non sono stata invitata. Preferisco andare da lui per appuntamenti politici“.
NON GLIELA DO – E pensare che due anni fa, alla vigilia delle Politiche, quando era candidata per LaDestra di Storace, il parere della Santanchè era nettamente diverso: “Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perchè Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali“. Il Cavaliere diceva l’aspirante premier “non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la risoluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare“. Non solo: “E’ ossessionato da me, ma tanto non gliela do“, ribadiva poi in un’altra occasione.

martedì 2 novembre 2010

Il fanta-governo di Vendola: da Gino Strada a don Ciotti, ecco i ministri

Palazzo Chigi è ancora lontano, ma il governatore della Puglia ha già in testa la squadra vincente. Ne ha parlato ieri sera nella puntata di Matrix.
Pochi politici e molti nomi della società civile in quello che potrebbe essere il governo Vendola a partire da Lorella Zanardo autrice un libro bellissimo sul corpo delle donne, Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Gino Strada, che ha un’idea di politica estera senza nichi vendola critica parlamentari gay Il fanta governo di Vendola: da Gino Strada a don Ciotti, ecco i ministricarri armati, e Don Luigi Ciotti, protagonista con Libera della lotta al narcotraffico. Se dovesse spuntarla alle Primarie, e se poi dovesse vincere alle elezioni, Vendola avrebbe le idee chiare su chi contattare per costituire il governo: “Bisogna smetterla di considerare che i politici nascono nella fabbrica della politica“.
LE ALLEANZE - “E’ insopportabile – prosegueNichi – la politica che cucina la propria minestra dentro al palazzo. Le alleanze vengono dopo, prima bisogna dire di quale cultura riformatrice l’Italia ha bisogno. Io – conclude Vendola – posso benissimo allearmi con il centro, non ci devono essere pregiudizi tra sinistra e centro, ma voglio prima parlare di che idea della vita ha bisogno il paese. Partire dalle alleanze è politicistico“. E sull’ipotesi di un Pd vicino ai finiani, afferma: “Fini non è uscito dal centrodestra per transitare nel centrosinistra, è uscito per fondare un’altra destra, più libertaria, più gaullista, più europea. Guardo con attenzione e con rispetto a Fini, ma da qui non si può immaginare di reclutare Gianfranco Fini nel centrosinistra, lui che fino a ieri ha rivendicato la filiazione da Almirante. Sarebbe ingiusto per lui e per noi“. Su Casini, invece, e sempre a proposito delle alleanze: “Non ho nessun pregiudizio a discutere con Casini, anzi l’ho sfidato a confrontarci con i suoi soggetti sociali di riferimento: il popolo del ‘Family day’ e il popolo delle partite Iva, cuore pulsante del centrodestra molto caro a Casini. Questi soggetti oggi si interrogano e sentono il berlusconismo come qualcosa da cui liberarsi“.
IL BERLUSCONI ROSSO - E a quelli che lo paragonano al presidente del Consiglio manda a dire: “Io il Berlusconi rosso? E’ il reddito che fa la differenza. Però la più grande differenza tra me e Berlusconi  è dal punto di vista del linguaggio. Berlusconi ha sdoganato un linguaggio vagamente pornografico, ha un linguaggio venatorio sulle donne. Questa continua performance maschilista di un linguaggio pubblico in erezione, è uno degli elementi di massimo degrado della vita pubblica”. E conclude, il governatore di Terlizzi con un messaggio sulle polemiche di questi giorni sulla sua omosessualità: “Igay in Parlamento sono tantissimi, ma non si dichiarano perchè sono ipocriti, sono dei sepolcri imbiancati, tra l’altro sono anche ricattabili. Mi dispiace per chi vive in clandestinità la propria condizione. Uno che fa il parlamentare dovrebbe avere il coraggio di dirlo“.

lunedì 1 novembre 2010

Sequestro Abu Omar: chiesti 12 anni per Nicolò Pollari

Sentenza pesante per l’ex direttore del Sismi, dal 2007 sotto processo insieme ad agenti della CIA. Il procuratore: “Fatti di estrema gravità”.
pollari Sequestro Abu Omar: chiesti 12 anni per Nicolò PollariIl sostituto procuratore generale di Milano Piero DePetris al processo d’appello per il sequestro di AbuOmar ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per Nicolò Pollari, direttore del Sismi all’epoca del fatto, e a 10 anni per Marco Mancini, funzionario dello stesso Servizio. L’accusa ha chiesto 12 anni di reclusione anche per Jeff Castelli, capo della CIA in Italia. 10 per Bob Seldon Lady. Per tutti gli altri agenti della CIA, il rappresentante della Pubblica accusa ha sollecitato una condanna a 8 anni.
ESTREMA GRAVITA’ – Per il sostituto procuratore si tratta di una vicenda di “estrema gravità” che ferì la “coscienza della comunità internazionale“. “Le ‘consegne straordinarie’ - ha detto De Petris – hanno ferito in modo grave la coscienza dell’intera comunita’ internazionale“. Sono “fatti di estrema gravita’ perche’ offendono le fondamenta stesse dello stato di diritto“. Il Pg ha spiegato di ritenere che “non vi sono ragioni per concedere le attenuanti generiche agli imputati, considerata l’elevatissima intensita’ del dolo. Va considerata di particolare rilevanza, quanto a disvalore penale, la posizione di chi aveva un potere decisorio“. In primo grado, il Tribunale aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Pollari e Mancini per il segreto di Stato.
LA DIFESA – La reazione della difesa di Pollari non si è fatta attendere. “La richiesta di condanna a 12 anni di reclusione per il generale Pollari non tiene conto delle risultanze processuali“, dice NicolaMadia, difensore dell’ex direttore del Sismi. “Intoltre il pg non riconosce che Pollari ha indicato 88 documenti dove c’è la prova della sua innocenza e che sono coperti da segreto di Stato“, fa sapere il legale.

domenica 31 ottobre 2010

Libero pungola il Cav.: “O governi o sei finito”

Pacchetto di mischia dal quotidiano berlusconiano: sia Belpietro che Giacalone attaccano l’immobilismo di Berlusconi. “O ci si muove, o è palude”. Silvio perde un altro pezzo?
Se non fossimo più che sicuri della fedeltà berlusconiana di Libero, diremmo addirittura che l’organo dell’ex 848 silvio berlusconi thumb Libero pungola il Cav.: O governi o sei finito movimento monarchico è pronto a mollare il Cavaliere. Già, perchè due sono gli articoli di oggi che intimano aSilvio di darsi una mossa, che suonano, davvero, come unultimatum“E adesso svegliati”, gli dice Maurizio Belpietro, nel suo editoriale quotidiano, mimando Riccardo Cocciante. Mentre Davide Giacalone minaccia il rischio “palude” per Silvio.
COME SAI FARE TU – Non vorremmo si pensasse che amiamo salire in cattedra: non ne abbiamo i titoli e soprattutto non lo faremmo mai con qualcuno che ha dimostrato di saperla più lunga di noi. Ma di fronte a quel che sta succedendo, alle notizie che arrivano dal fronte politico, in particolare da quello vicino al presidente della Camera, e da quello giudiziario, alludiamo all`ultima inchiesta della Procura di Milano sulla minorenne marocchina, non possiamo tacere”esordisce Belpietro, che ritiene di dover dare l’allarme: o Silvio, davanti a questo accerchiamento che i suoi nemici gli stanno confezionando, reagisce, o è finito. “Stavolta siamo costretti a mettere da parte il garbo, per richiamare il presidente del Consiglio ai suoi doveri, ovvero quelli di condurci fuori da questa melma”, afferma, lapidario, il direttore di Libero. E, appoggiandosi ai dati diffusi martedi scorso da Nando Pagnoncelli a Ballarò, Belpietro chiama le elezioni: “Se dopo tutto ciò che è accaduto negli ultimi due anni – dalla crisi economica alla guerra quotidiana contro di lui e il suo partito – il Cavaliere continua a rimanere in testa, alle classifiche, Berlusconi ha l`obbligo di prenderne atto e di indicare una via per uscire dal pantano”. Quale? Boh“Il presidente del Consiglio non può permettersi di attendere a lungo con le mani in mano, perché ogni giorno che passa, i suoi avversari si accaniscono contro di lui e a lungo andare potrebbero avere la meglio”. Anche perchè, Silvio sta davvero iniziando a perdere i pezzi: “Alfredo Biondi e Gabriele Albertini non hanno taciuto le difficoltà. Conoscendoli, non posso pensare che le parole dell`ex segretario liberale e dell`ex sindaco di Milano siano dettate dalla voglia di uno strapuntino. È evidente, invece, che sentono l`assenza di una direzione precisa verso cui andare e segnalano l`incertezza con cui è condotto il PdL”. Insomma, l’allame è alto: “Silvio sveglia: devi tornare a fare il leader”.
SILVIO E’ FINITO? – Non meno appuntito il secondo articolo critico che il quotidiano di Belpietro mette in campo, a firma di Davide Giacalone: “Davvero è disposto, Silvio, a farsi massacrare lentamente, facendo finta di non accorgersi che la maggioranza non c’è più? Davvero non riesce a ribaltare una situazione in cui a lui imputano praticamente tutto, tenendolo a rosolare sui carboni delle procure?”. Bisogna prendere provvedimenti immediati, pena “la palude”, l’immobilismo, la disfatta, d’altronde, “il Berlusconi d’oggi non ha molte alternative”, scrive Giacalone. Ma “il guaio è che gran parte del tempo è passato, ed è stato sprecato”. Che fine ha fatto il Berlusconi che “ha sempre goduto della maggioranza relativa dei consensi”? La sua superiorità “elettorale ed economica” evidentemente non è bastata – nonostante gli studi sul Congresso di Vienna, made in Henry Kissinger. Nonostante la sua grande abilità di leader, appare oggi evidente che Silvio“non ha mai voluto cambiare veramente l’Italia, mettere mano alla struttura costituzionale”. Che frase, appare su Libero: infatti, subito si corregge“O, se preferite, non c’è riuscito, non gliel’hanno fatto fare. Cambia poco”. E ora? “Berlusconi non dica che il governo governerà per altri meravigliosi anni”, perchè non ci crede davvero più nessuno. E “non si dica che si risolverà tutto andando alle elezioni“, perchè le fratture della coalizione, fra i “tradimenti” di Fini e le polpette avvelenate della Lega, peseranno. C’è bisogno di una riforma profonda del paese, di arrivare alla Terza Repubblica seppellendo la seconda. Solo Berlusconi può farlo: lo faccia. Altrimenti, siamo alla fine.

sabato 30 ottobre 2010

Messico: la vendetta dei narcos

Uccideranno una persona per ognuna delle 135 tonnellate di marijuana sequestrate. Questa è la sfida dei cartelli messicani alla polizia e che  passo dopo passo e a colpi di mattanza si sta consumando.
Tre omicidi in meno di cinque giorni. I primi 15 giovani ammazzati durante una festa, il giorno dopo altri 13 in un centro di riabilitazione dalla droga a Tijuana e due giorni dopo altri mex 27 Messico: la vendetta dei narcos 15 in un autolavaggio di Nayarit.
IL METODO DEI CARTELLI - Ieri, scrive El Mundo,  non hanno nemmeno aspettato che facesse buio, un gruppo di miliziani armati fino ai denti è arrivato sul posto a bordo di vari camion e indossando occhiali scuri ha aperto il fuocoindiscriminatamente su lavoratori e clienti. Nessuno ha visto niente, nessuno sa niente e nessuno è stato arrestato. Le cause sono ancora sconosciute, anche se l’azione risponde alla metodologia abituale dei cartelli. Secondo la stampa locale, la maggior parte delle vittime erano lavoratori dell’autolavaggio e facevano parte di un piano di riabilitazione dalla droga. Secondo alcune agenzie poi, sarebbero morti anche due venditori di cibo. Il bilancio delle vittime potrebbe salire perché nel parcheggio più persone sono rimaste ferite.
135 MORTI - Questo è il terzo omicidio in pochi giorni. Venerdì notte a Ciudad Juárez, una trentina di persone sono rimaste ferite da armi da fuoco dopo che un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in una festa e ha aperto il fuoco; 13 giovani sono morti sul colpo. Sembra che il commando fosse sulle tracce di ‘el ratón’, uno dei narcos locali che è riuscito a fuggire. Quando ancora erano a terra i corpi dei ragazzi di Tijuana, anche alla frontiera degli Stati Uniti, un gruppo, entrato nel centro riabilitazione El Camino ACs, ha preso a fucilate 15 persone che erano all’interno.
135 TONNELLATE DI MARIJA - Qualche minuto dopo l’attacco, uno sconosciuto interferendo con le frequenze radio della polizia ha rivendicato la mattanza, avvisando che si trattava solo di una “prova di quello che succederà a Juárez” e ha minacciato che saranno uccise 135 persone, un possibile riferimento alle 135 tonnellate di marijuana sequestrate dalla polizia la scorsa settimana. Il presidente Felipe Calderón ha espresso il suo cordoglio per coloro che hanno perso la vita a Tijuana, Ciudad Juárez e Nayarit, vittime di “atti di barbarie commessi dalla criminalità che  uccide senza pietà o scrupolo“. “Niente giustifica questi atti di barbarie che tolgono la vita a giovani che lottano per uscirne fuori“.

venerdì 29 ottobre 2010

Gli scienziati registreranno i nostri sogni

E se riuscissimo a spiare le esperienze oniriche degli altri? Un team di studiosi alle prese con i meandri del cervello arrivano ad una conclusione: si può fare.
largecover Gli scienziati registreranno i nostri sogniUn team di scienziati legati all’autorevole rivista Nature ha messo a punto un sistema di “lettura” delle attività cerebrali. Il DottorMoran Cerf, in un articolo del Telegraph, afferma che in particolare l’applicazione del nuovo sistema sarebbe destinata allo studio dei sogni, argomento rimasto oggetto di teorie e speculazioni ma mai di vere e proprie prove sperimentali. Finora, l’unico modo per entrare nel merito del contenuto dei sogni era quello di chiederne informazione ai pazienti in stato di veglia.
UN CONCETTO, UN NEURONE – Quello che il Dottor Cerfvuole ottenere è la visualizzazione dei sogni attraverso il monitoraggio delle attività cerebrali: secondo le sue ricerche alla “somministrazione” di vari concetti corrisponde l’attivazione di uno stesso numero di neuroni associati. Esempio: il neurone X si attiva quando il paziente pensa a Marylin Monroe, il neurone Z si attiva alla vista della Tour Eiffel. Il paziente, collegato al sistema attraverso elettrodi installati nel suo cervello tramite una procedura chirurgica piuttosto invasiva (tranquilli, non sono cavie trapanate per l’occasione ma pazienti in cura per contrastare le convulsioni), potrebbe quindi essere “messo a nudo” mentre dorme rendendo visibili a tutti i contenuti dei suoi sogni. Ovviamente questo non racconterebbe niente di nuovo dal punto di vista dell’interpretazione, posizione confermata in unarticolo della BBC dal Dottor Roderick Oner, esperto di sogni e psicologo clinico.
PENSARE UNA E-MAIL – Cerf è entusiasta e ottimista e sostiene che le ricerche in questo ambito stanno andando a un ritmo tale che presto sarà possibile visualizzare l’attività cerebrale senza trapanare il cervello dei pazienti. “Sarebbe bello avere accesso alla mente umana specialmente in quelle situaNEWS 1237378133 cervello Gli scienziati registreranno i nostri sognizioni in cui soggetti non riescono a comunicare, come nei casi di coma. (…) in un futuro, potremmo inoltre iniziare a scrivere le e-mail solo pensandole oppure trovarsi davanti agli occhi un flusso di informazioni solo immaginate”. Ma vediamo ora i limitidi questa prospettiva: pensiamo un attimo alla quantità di concetti astratti e concreti che possono essere evocati in un sogno brevissimo. La visualizzazione di uno di questi avviene solo ed esclusivamente nella misura in cui sia stata inserito in database attraverso la fase preparatoria sul campione. Poco importa rilevare l’attivazione del neurone W se non so questo a quale concetto è associato. Questo suggerisce che la strada verso la proiezione dei sogni è ancora lunga e che sognare rimane ancora un esperienza privata. Per adesso.

giovedì 28 ottobre 2010

Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibile

Durante l’ultimo anno sono 142 le coppie omosessuali convolate a nozze di fronte a Dio. Pochissime rispetto a quelle etero, ma la libertà non è una questione di numeri.
Più volte Giornalettismo si è occupato di diritti degli omosessuali nel mondo, spesso per raccontarne le violazioni e le discriminazioni annesse e connesse. Quando invece si parla di Svezia e legislazione dedicata ai gay, il panorama è roseo: è di oggi infatti la notizia che nel corso dell’ultimo anno ben 142 coppie omosessuali non solo sono convolate a nozze, ma lo hanno fatto in chiesa.Il primo maggio dell’anno scorso il Parlamento svedese ha legalizzato il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso.
L’ULTIMO STEP - Già nel 1995 le coppie omosessuali svedesi, o imsweden Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibilemigrate ma legalmente residenti in Svezia, potevano avvalersi dell’unione civile che permetteva loro di godere di quasi tutti i diritti riservati alle coppie sposate: tra questi adozioni congiunte, fecondazione in vitro e divisione dei beni in caso di separazione. Ma alle coppie di fatto omosessuali mancava l’ultimo step per raggiungere la vera parità: il matrimonio civile e, perché no, davanti a Dio che è entità ad appannaggio di tutti e non solo degli eterosessuali. Nel 2004, fu creata un’apposita commissione parlamentare che investigasse sull’opportunità di estendere il matrimonio alle coppie dello stesso sesso e di convertire automaticamente le già esistenti coppie di fatto in coppie di coniugi. Alle istituzioni religiose veniva invece lasciata la possibilità di decidere per conto loro come porsi riguardo a questo tema. Morale della favola: tre anni dopo, mentre anche i sondaggi davano il 71% degli svedesi a favore del matrimonio gay, la commissione ha prodotto un rapporto che conteneva la bozza di riforma che fu approvata da sei partiti su sette, da destra a sinistra, fatto salvo il prevedibile Partito Democristiano che si oppose in nome della salvaguardia del valore simbolico e tradizionale del matrimonio. Per i sostenitori della riforma invece, che hanno vinto la votazione con 261 voti contro 22 contrari e 16 astenuti, l’impatto di questa sarebbe stato minimo visto che già le unioni civili garantivano una quasi sostanziale parità, ma legalizzare il matrimonio gay sarebbe stato il gesto definitivo e simbolico dell’equità sostanziale tra i cittadini svedesi.
CON LA BENEDIZIONE DELLA CHIESA – Ma è a fine 2007 che avviene il miracolo: la Chiesa Luterana di Svezia, la prima istituzione religiosa del Paese per importanza e per numero di membri,  in un comunicato dichiara di essere a favore dell’unione gay davanti a Dio ma chiede al Governoche il termine “matrimonio” resti dedicato solo alle coppie etero. Questioni di forma che non cambiano la portata rivoluzionaria della posizione dell’autorità religiosa svedese. Oltretutto, una volta passata la legge, la Chiesmatrimonio gay Matrimoni gay in Chiesa? In Svezia è possibilea di Svezia ha ritirato la richiesta “lessicale” sancendo in via definitiva la propria benedizione ai matrimoni gay. Il tutto sotto gli occhi delusi e arrabbiati della Chiesa di Roma e la Chiesa Pentecostale, fortemente contrarie alle unioni omossessuali.
POCHI MA BUONI - Tornando ai dati di oggi: 142 coppie gay si sono sposate in chiesa durante questo ultimo anno. Poche, direte voi, soprattutto rispetto ai circa 20 mila matrimoni etero che si sono tenuti durante lo stesso arco di tempo. Christina Grenholm, capo della Segreteria teologica ed ecumenica della Chiesa di Svezia (una donna..) ieri haaffermato: “Non importa quanti siano i matrimoni gay che sono stati celebrati. La cosa importante è che questi si siano effettivamente potuti tenere”. Posizione condivisibile. E poi molto probabilmente, se finora le coppie gay in Sveziaavessero vissuto in un regime di discriminazione e di oppressione, appena dato il via libera si sarebbe scatenata la corsa al matrimonio. Forse è proprio il clima di tolleranza e di sostenziale uguaglianza di fronte alla legge (e ora a Dio) chenon crea l’urgenza. E poi chi l’ha detto che il matrimonio sia più desiderabile di una efficiente e appagante unione di fatto?

Midterm: in Kentucky arrivano pure le botte

Le elezioni di metà mandato sarebbero dovute essere una tranquilla passeggiata repubblicana verso la riconferma del seggio. L’esito non cambierà, ma la campagna elettorale è stata una delle più turbolente di questa tornata
5120625375 b3bfddb70e o Midterm: in Kentucky arrivano pure le botteL’impopolare incument del Gop JimBunning ha deciso di non ripresentarsi più. Nonostante la tendenza conservatrice del Kentucky, una sua ricandidatura avrebbe esposto il partito repubblicano ad una difficilecampagna elettorale. Le primarie del Gop sono state molto combattute, ed hanno registrato una delle prime significative vittorie del Tea Party. Il candidato dell’establishment repubblicano è stato sconfitto da RandPaul, figlio del Congressman Ron, illibertario texano pluricandidato alle presidenziali.
SPOT CONTROVERSO – Rand Paul è presto finito nel mirino dei media per alcune sue dichiarazioni molto distanti dal mainstream della politica americana. L’opposizione al Civil Rights Act per l’eccessivo potere conferito allo Stato centrale riecheggia una classica posizione libertaria per Rand Paul, ma può celare una preferenza verso il razzismo istituzionalizzato di Jim Crowper la gran parte dell’opinione pubblica statunitense. Il democratico Jack Conway, penalizzato dall’ondata anti Obama che scuote la rurale Appalachia, ha provato a sfruttare il passatoiconoclasta del libertario Paul, che nel college aveva costretto una sua compagna di corso ad inginocchiarsi davanti ad un finto idolo. Lo spot che attaccava il passato del candidato repubblicano ha creato un’enorme tensione nella campagna elettorale,  e alla fine sembra aver penalizzato Conway nei sondaggi. La maggior parte degli elettori del Kentucky ha trovato inappropriato un simile espediente in campagna elettorale, e nonostante la sua debolezza Rand Paul si avvia a diventare il prossimo junior senator del Kentucky.
BOTTE AL DUELLO – Nel primo duello televisivo il candidato repubblicano aveva rifiutato di stringere la mano a Conway, infuriato per i continui attacchi sulla vicenda di Acqua Buddha. Per giorni la seconda e ultima sfida televisiva è stata in dubbio, ma alla fine Paul ha accettato. La tensione è rimasta nell’aria, e durante una manifestazione al di fuori degli studi di registrazione una militante diMove On è stata aggredita, buttata a terra e calpestata. Lauren Valle ha sporto denuncia contro il suo aggressore, che si è rivelato essere un attivista della campagna di Rand Paul. Lo staff del candidato repubblicano ha subito rimosso Tim Profitt dall’incarico di coordinatore della contea di Bourbon, ma il calpestatore ha fatto spallucce rispetto alla probabile querela della militante di Move On, dalla quale al contrario si aspetta una pubblica scusa nei suoi confronti. Profitt ha perfino spiegato che ha calpestato Lauren Valle a causa del suo mal di schiena.